Paolo Rossi senza pace, nuovo furto che sfregia la sua memoria

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Paolo Rossi senza pace: dopo il furto subito nella sua villa il giorno dei funerali, ora emerge che sono spariti anche dei preziosi cimeli

(Getty Images)

Un altro sfregio alla storia e alla memoria di Paolo Rossi, anche se era accaduto quando il campione era ancora in vita. Solo negli ultimi giorni però è stato confermato che alcuni preziosi cimeli calcistici che raccontavano la prima fase della sua carriera, al Vicenza, sono spariti. Il sospetto è quello di un furto, il secondo dopo quello nell’abitazione toscana di Pablito, effettuato durante i suoi funerali.

In particolare sono stati rubati il primo cartellino, il contratto e la prima convocazione in azzurro di Paolo Rossi che erano custoditi allo stadio ‘Romeo Menti’ di Vicenza. Verosimilmente il furto sarebbe stato commesso nella sede del club prima della vendita all’asta alla nuova proprietà, un passaggio avvenuto nel 2018. La notizia però è stata comunicata al commercialista di riferimento solo poco più di un mese fa.

(Getty Images)

Così Nerio De Bortoli, curatore fallimentare del Vicenza Calcio spa (fallito il 18 gennaio 2018) non ha potuto fare altri che presentare denuncia contro ignoti. Si è presentato in Procura, a Vicenza, confermando la sparizione di quegli oggetti e ora ci sono indagini in corso per capire che fine possano avere fatto anche se non sarà facile risalire.

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Paolo Rossi, nessun rispetto per la sua memoria: cosa è sparito da Vicenza

Secondi la denuncia, sarebbe sparito ad esempio il primo cartellino che Paolo Rossi (stroncato da un tumore a soli 64 anni il 9 dicembre scorso) aveva firmato per il Lanerossi Vicenza. Arrivava dalla Juventus, dopo un anno di prestito al Como, fortemente voluto dall’allora presidente Giuseppe ‘Giussy’ Farina e a soli 20 anni stava per cambiare la storia di entrambi.

Ma sarebbero sparita anche le carte dei premi partita e degli incentivi stabiliti per i gol realizzati nella sua prima stagione con i veneti. In più sparito il telegramma con il quale Rossi aveva ricevuto (come si usava fare allora) la convocazione ufficiale per i Mondiali del 1978, quelli in Argentina.

Tutti oggetti che non compaiono più nell’inventario e sarebbero stati trafugati tra la metà gennaio e l’inizio di marzo 2018 nel pieno caos societario. Fino ad allora erano regolarmente nella sede del club e lo dimostrano alcune fotografie scattate il 16 gennaio di tre anni fa da un consigliere comunale. Dopo la vendita all’asta, la società è passata nelle mani dell’imprenditore Renzo Rosso (fondatore del brand Diesel) che ovviamente nulla sa della sparizione.

Un secondo furto dopo quello, terribile, commesso nella villa toscana abitata da Paolo Rossi e dalla moglie Federica insieme alle figlie Sofia Elena e Maria Vittoria. In quel caso erano spariti un prezioso orologio oltre a qualche centinaio di euro. Indagini sono ancora in corso, come in questo caso.

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