Dario Argento, rivelazione da brividi: sgomento tra i fan

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Dario Argento, noto regista ospite oggi a Domenica In, ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno sorpreso il web.

Il regista romano in un’intervista rilasciata ai microfoni di GQ ha messo a nudo le sue paure più recondite e i suoi vizi più rimpianti. “In uno dei miei preferiti, l’Hotel Flora, a due passi da via Veneto, nell’inverno del 1976 rischiai di suicidarmi. Mi era capitato di svegliarmi una notte con il nitido desiderio di lanciarmi dalla finestra e la stessa cosa mi era successa qualche settimana dopo quando mi era addirittura accaduto di immaginare il dopo: il mio corpo che precipitava a terra, lo schianto, il rumore, i titoli dei giornali”.

Un momento tragico per il re dell’horror che poi racconta come si è ripreso. Il giorno dopo si era svegliato in lacrime e aggrovigliato tra le tende. La prima cosa che fece fu chiamare un suo amico medico. “Il mio amico mi consigliò di mettere tutti i mobili della stanza davanti alla porta-finestra. Funzionò. Dovetti combattere ma mi rialzai. Mi tirai su e da allora non ci ho mai più pensato”.

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Dario Argento e le dipendenze: “L’hashish mi ha fatto compagnia per molto tempo”

“L’hashish mi ha fatto compagnia per moltissimo tempo. Non mi ricordo iniziai, ma se avessi potuto avrei continuato. Ho dovuto smettere perché bronchite e tosse non mi davano tregua”. L’hashish fu anche la causa dell’arresto di Dario Argento.

Il 19 giugno del 1985 qualcuno che aveva spedito un pacco con delle sostanze proibite a suo nome a Fiumicino. La narcotici l’aveva intercettato e così si recò a casa sua. Lui ammise di essere un fumatore mostrando la modesta quantità di hashish che aveva in casa, ma ciò non servì a evitare l’arresto.

“Mi portarono via, a Regina Coeli, ma non volevo che la situazione né i titoli dei giornali suonassero come ‘il grande regista arrestato per droga’, così mentre andavamo via cercai comunque di sdrammatizzare. ‘Ahò, mò non famo che me ne vado e ve fumate la robba mia’, dissi in romanesco e con il sorriso sulla faccia. Gli agenti risero poco, erano imbarazzati”.

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