Allarme Ebola in Guinea, nuovi casi dopo cinque anni

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Allarme Ebola in Guinea: dal 2016 l’epidemia era sparita nel Paese africano, ma ora ci sarebbero almeno otto contagi confermati e quattro morti

A distanza di cinque anni dall’ultima volta, l’ebola torna ad allarmare la Guinea e scatta immediato l’allarme. La conferma è arrivata nelle ultime ore con le parole di Sakoba Keita, capo dell’agenzia sanitaria nazionale.

(Getty Images)

Nella giornata di sabato 13 febbraio infatti sono stati confermati i primi otto casi dall’inizio del 2021, compresi quattro decessi. I primi dopo cinque anni di assenza della malattia dal Paese segno che la terribile febbre emorragica è tornata ad affacciarsi con conseguenze al momento imprevedibili.

Fra il 2013 e il 2016 l’ebola Ebola in tutta l’Africa occidentale, non solo in Guinea, aveva provocato più di 11.300 vittime in 10 Paesi diversi dell’area. Questa volta il primo decesso, quello di un’infermiera, è stato registrato a fine gennaio a Gouecke, vicino alla frontiera con la Liberia. Nei giorni successivi, alcune persone che hanno partecipato al funerale hanno accusato sintomi diversi, come diarrea, vomito e febbre emorragica, collegabili all’ebola.

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(Getty Images)

Un allarme subito raccolto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che valuta la situazione con estrema preoccupazione. Li stesso tipo di attenzione era stato riservato all’ultima epidemia nella Repubblica Democratica del Congo, considerata come un’emergenza sanitaria globale.

Al momento ci sono diversi test in corso, ma soprattutto sarebbero già stati somministrati vaccini ad hoc a più di 40.000 persone che hanno contribuito a prevenire ulteriori focolai. Una delle eredità più concrete dell’epidemia terminata nel 2016 che aveva permesso
lo sviluppo di un vaccino specifico contro l’Ebola. Da lì era stata stivata una scorta di emergenza internazionale di 500.000 dosi, pianificata per rispondere rapidamente a tutte le future epidemie.

Intanto però è allarme nelle nazioni vicine alla Guinea e alcune, come la Liberia del presidente George Weah (ex campione anche del Miklan) sarebbe pronta a bloccare le frontiere

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