Fantinati (M5s) a iNews24: “Non abbiamo ottenuto ministeri importanti, ma a trattare c’era Crimi”

Mattia Fantinati (da Facebook)

Il deputato del M5s, Mattia Fantinati, non nasconde una certa delusione per l’assegnazione dei ministeri del governo Draghi: “Abbiamo ottenuto poco rispetto al nostro peso effettivo”. Sull’addio di Di Battista e sui malumori interni al gruppo, dichiara: “Non possiamo negare che ci siano dei contrasti, ma l’importante è continuare a camminare insieme”. Duro il giudizio sulla reggenza di Vito Crimi: “Per lui sono i risultati a parlare”

 

Dopo il parere favorevole da parte degli iscritti del Movimento 5 stelle a partecipare al governo guidato da Mario Draghi, ieri sera l’ex governatore della Bce ha presentato la lista dei ministri, giurando in mattinata al Quirinale. Andiamo in ordine: cosa ha votato su Rousseau e cosa si appresterà a votare in aula rispetto alla fiducia al governo Draghi?

“Ho detto fin dall’inizio che considero strategica la scelta di Mario Draghi, sia per il momento storico che stiamo vivendo, che in previsione delle prossime sfide importanti che dobbiamo affrontare. Ho votato sì sulla piattaforma Rousseau e voterò convintamente la fiducia all’esecutivo anche in aula”

Ieri sera è stata presentata anche la lista dei ministri che comporranno la squadra di governo, siete soddisfatti?

“Credo sia difficile definirsi soddisfatti, abbiamo ottenuto poco, quando invece avremmo dovuto ambire a qualche ministero di peso”

I malumori nel Movimento 5 stelle

m5s Di Battista grillo
Grillo, Di Maio e Di Battista (Getty Images)

Quindi condivide anche lei la delusione che serpeggia tra molti parlamentari cinquestelle?

“Certamente, e non vedo come potrebbe essere altrimenti. Non abbiamo ministeri importanti dal punto di vista della spesa, né che possano fare la differenza per quanto riguarda l’allocazione delle risorse. Abbiamo perso la Giustizia, l’Istruzione, lo Sviluppo economico, il Lavoro…”

A questi malumori “ministeriali”, si aggiunge anche l’addio di Di Battista, una delle figure che per quanto assente dal parlamento, rimaneva comunque un punto di riferimento per il Movimento. Dopo l’esecutivo con la Lega e successivamente con il Pd, ora per qualcuno, un governo con l’ex n.1 della Bce era un po’ troppo da digerire?

“Per alcuni evidentemente sì. Non possiamo negare che ci siano dei contrasti in questo momento al nostro interno, così come è accaduto quando abbiamo discusso la possibilità di fare un governo con la Lega nel 2018 e poi con il Pd. È normale avere un confronto tra opinioni diverse su questioni così fondamentali, l’importante è cercare sempre di trovare una quadra che ci permetta di continuare a camminare insieme”

 Le critiche alla reggenza di Vito Crimi

Eurogruppo Crimi
Crimi (via Getty Images)

Crimi ha rappresentato il Movimento sia nelle trattative per l’accordo, poi fallito, sul Conte-Ter, che nelle consultazioni con il Presidente Draghi. Il M5s sta mettendo in discussione anche la conduzione della leadership?

“Sono i risultati a parlare per Vito Crimi. Il M5s rappresenta la prima forza parlamentare anche in questa maggioranza ,e come ho già detto, credo ci fossero i margini per ottenere di più, ma a trattare c’era Crimi, non io

Tra l’altro, Crimi avrebbe dovuto lasciare il suo ruolo di capo politico, in qualità di reggente, già a dicembre 2020, no?

“Eh già… da statuto è ancora lui il reggente, anche perché finché non sceglieremo un altro capo, dovremo tenerci quello che abbiamo. Ripeto sono i fatti e i risultati che parlano, io non so se la colpa sia sua (di Crimi- n.d.r.), del direttivo, o dei capigruppo che sono andati a parlare , quello che però appare evidente è che, nel complesso, abbiamo ottenuto meno rispetto a ciò che valiamo e a quanto dovremmo essere in grado di incidere”

Beppe Grillo invece sembra essere tornato in auge, prima ha riabilitato il “banchiere di Dio” (Draghi -n.d.r.) agli occhi del Movimento e poi  ha ottenuto da Draghi  l’istituzione del ministero per la Transizione ecologica. Lei che ne pensa?

“Grillo si è speso tanto in questa fase, soprattutto per quel che riguarda la transizione ecologica, che è sempre stata un cavallo di battaglia suo e del Movimento. Penso sia normale che sia soddisfatto in questo momento, anche per l’importanza dell’obiettivo raggiunto. Mi auguro che anche Draghi voglia davvero impegnarsi nella transizione ecologica; non è una minaccia, ma un auspicio per il bene del Paese che deve affrontare e vincere questa importante sfida. D’altronde che la questione ambientale e il principio di sostenibilità debbano essere, nei prossimi anni, al centro delle scelte politiche e sociali, non lo dice mica Grillo o Fantinati, ma ce lo chiedono l’Unione europea, i fondi del Recovery Plan e tutti i programmi delle Nazioni unite”