Covid-19, variante inglese, Crisanti a iNews24: “Necessari lockdown locali per completare le vaccinazioni”

Un programma nazionale che contenga la diffusione delle varianti o un lockdown nelle zone interessate ai contagi. Questa è, secondo Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova, la risposta alla diffusione delle varianti Covid-19.

Un programma nazionale che contenga la diffusione delle varianti o un lockdown nelle zone interessate ai contagi. Questa è, secondo Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, la risposta alla diffusione delle varianti Covid-19.

LEGGI ANCHE: Fantinati (M5s) a iNews24: “Non abbiamo ottenuto ministeri importanti, ma a trattare c’era Crimi”

Il 20% delle varianti in Italia appartiene a quella comunemente chiamata “inglese”. Questo chiaramente è un elemento di grande preoccupazione perché ha una capacità di contagio gravissima e ce ne siamo accorti tardi, perché in Italia si spendono soldi per molte cose, ma non si pensa a fare un programma nazionale di monitoraggio del virus. Quindi anche in questo caso, arriviamo puntualmente in ritardo”, dice, intervenuto ai microfoni di iNews24.it.

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova - Foto Facebook
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Foto Facebook

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, in un post di Facebook ha scritto che “c’è bisogno di un’ulteriore accelerazione alle vaccinazioni per ridurre la circolazione virale”. È d’accordo?
L’ho detto due mesi fa. La comunità scientifica sta dicendo da tempo che non si vaccina in queste condizioni. Si dovrebbe prima bloccare la trasmissione (del virus ndr.) e poi procedere con le vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Se non si fa in questo modo, bisogna mettere in piedi un programma nazionale, in modo che se ci sono delle varianti in grado di evadere una risposta immunitaria al vaccino, in quelle zone bisogna fare un lockdown durissimo per evitare che (il virus ndr.) si diffonda. O si blocca tutto e si procede alla vaccinazione più rapidamente possibile oppure si continua a vaccinare in questa situazione ma mettendo in piedi un sistema di monitoraggio delle varianti”;

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Covid, ordinanza anti Carnevale: De Luca vieta feste e cortei in Campania

Andrew Pollard, direttore dell’Orford Vaccine Group, ha annunciato che il vaccino Oxford – AstraZeneca verrà testato su 300 minori tra i 6 e i 17 anni.
Questo ha sicuramente un’implicazione di carattere etico perché in genere gli esperimenti non si fanno sui bambini. Evidentemente avranno superato questi problemi procedurali. La sperimentazione sui vaccini è sempre molto, molto complicata. Comunque ben venga questa cosa, perché ci darà sicuramente delle informazioni utili se si dovesse procedere con le vaccinazioni sui bambini”;

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova - Foto Facebook
Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova – Foto Facebook

Come affronterebbe lei la riapertura delle scuole?
Riaprire le scuole è sicuramente una cosa necessaria, ma non deve essere fatta sulla spinta di motivi ideologici, bensì sulla spinta di informazioni che purtroppo ancora non abbiamo. Non si sa ancora come diversi fattori impattano sulla trasmissione (del virus ndr.) nelle scuole. Se dipende dalla grandezza della scuola, la densità degli studenti, il pendolarismo: non si sa niente”;

LEGGI ANCHE: Covid, il Cts lancia l’allarme: “Possibile chiusura delle scuole per le varianti”

Quali sono i punti deboli del piano vaccinale?
L’unica cosa che vedo è che non si vaccina. Ed è la stessa cosa che vedono tutti gli italiani. Penso che l’Italia non è riuscita a negoziare in tempo e acquistare abbastanza vaccini e allo stesso tempo abbiamo ancora una struttura da sviluppare”.