Pecoraro Scanio a iNews24: “Transizione ecologica, vedrei bene Grillo come ministro”

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Alfonso Pecoraro Scanio (@Facebook)

L’ex ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, oggi Presidente della Fondazione UniVerde, si dichiara soddisfatto per l’annuncio del nuovo ministero della Transizione ecologica: “Irresponsabile far fuori Conte, ma almeno è positivo il riconoscimento istituzionale sulla questione ambientale”. Positivo il giudizio anche sulle scelte del M5S: “Hanno finalmente riscoperto il loro ecologismo”. Sugli equilibri politici all’interno del nuovo governo non ha dubbi: “Pd, 5 stelle e Leu hanno la responsabilità di garantire la tenuta progressista all’interno della maggioranza”

 

Dopo il Sì della piattaforma Rousseau, il presidente incaricato Mario Draghi potrebbe giurare già tra oggi e domani, prima di presentarsi martedì in aula per la fiducia. Lei come giudica questa nuova fase politica che si sta inaugurando?

“C’è poco da dire, resto del parere che sia stato da irresponsabili far cadere il governo Conte, che pur con tutti i limiti e le difficoltà del caso, aveva gestito una fase delicatissima e portato a casa risultati importanti, sia in Europa che rispetto alla lotta alla pandemia e alla campagna vaccinale. Far fuori il leader che godeva della maggior popolarità non mi è sembrata una grande mossa, tant’è vero che il primo risultato ottenuto è stato quello di bloccare il Paese per oltre un mese. Adesso però siamo in una nuova fase, con un nuovo presidente incaricato e una serie di sfide importanti da affrontare, tra le quali finalmente, c’è anche la Transizione ecologica

Proprio qui volevo arrivare. Cosa significa per lei, con la sua storia di militanza ambientalista, una novità di questo genere nel panorama politico–istituzionale del nostro Paese?

“Da fondatore dei Verdi in Italia e loro leader per 10 anni, se devo trovare un aspetto positivo, è proprio questo riconoscimento a livello istituzionale dell’importanza della questione ambientale. Finalmente i cinquestelle, grazie all’azione di Beppe Grillo, hanno riscoperto quello che era uno dei loro tratti fondativi, l’ecologismo, che purtroppo per qualche strano motivo negli ultimi anni era stato offuscato ad appannaggio del populismo”

La questione ambientale nel M5s

m5s Di Battista grillo
Grillo, Di Maio e Di Battista (Getty Images)

C’è chi dice che il nuovo ministero, in realtà, altro non sia che una sorta di moneta di scambio per far accettare al M5s  il sostegno ad un esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce , cosa ne pensa?

“Io invece credo nell’importanza di questa conquista, seppur ancora solo annunciata, e posso garantire che se c’è una cosa sulla quale Grillo ha mantenuto la coerenza, è proprio l’ecologia, che è sempre stato un suo tratto identitario a partire dai primi anni del suo impegno politico. Faccio un paio di esempi: la sua prima conferenza stampa alla Camera dei deputati, Grillo la fece con me nel 2003 per il referendum sull’elettrosmog e, l’anno dopo, mi diede addirittura la disponibilità dei video dei suoi show per supportare la campagna elettorale dei Verdi alle elezioni europee del 2004. Poi certo, non si può negare come durante il governo gialloverde, il M5s abbia sacrificato molto il tema dell’ambiente sull’altare della corrente sovranista, ma nell’ultimo governo con PD e Leu, aveva pian piano ripreso a sviluppare quei temi.

Lei ritiene quindi che la transizione ecologica possa esser uno strumento in grado di far compiere al nostro Paese quel salto in avanti in materia ambientale e di sviluppo sostenibile?

“Per ora si tratta ancora di una conquista simbolica, poi bisognerà vedere se e come la si porterà a termine. Questo potrebbe essere il primo ministero per la Transizione ecologica a nascere dopo il Green New Deal europeo, ciò significa che l’impianto organizzativo andrebbe strutturato seguendo quelli che sono gli obiettivi che lo ispirano a livello comunitario. Quindi si dovrebbe pensare ad un ministero articolato su 8 specificità: obiettivi climatici, energia pulita, bonifica delle aree inquinate, biodiversità edilizia, mobilità sostenibile, economia circolare  e filiera alimentare. Si dovrebbe poi anche prevedere una vera e propria legge sulla transizione ecologica, e sancire che il nuovo ministero debba assorbire oltre alla competenza ambientale dal Mattm, anche quella energetica dal Mise e una parte relativa al ministero dei Trasporti

Grillo e il ministero per la Transizione ecologica

Governo Grillo Draghi
Beppe Grillo (Getty Images)

E a chi affiderebbe il nuovo dicastero?

“Sinceramente? Penso che l’ideale sarebbe avere Beppe Grillo come ministro della Transizione ecologica, sarebbe il massimo garante sul tema. Certo non sarebbe l’unico a poter ricoprire quella carica, penso ad esempio a Patuanelli, che reputo persona molto valida, così come vedrei bene Catia Bastioli per quel che riguarda il mondo dell’imprenditoria”

E Sergio Costa? In fin dei conti è stato ministro dell’Ambiente in due governi diversi, non potrebbe essere lui  a rivestire anche questo nuovo ruolo?

“Potrebbe, ma è più facile che sia un esponente un po’ più organico ai cinquestelle. Ho grande stima di Sergio (Costa – n.d.r.) che è stato anche un mio collaboratore ai tempi del ministero dell’Agricoltura, così come sarebbe spendibile anche il nome di Enrico Giovannini, seppur meno vicino al Movimento. Tutto ciò, ovviamente  dando per scontato che il nuovo ministero abbia poi un indirizzo vicino ai cinquestelle…”

E lei, non l’ha chiamata nessuno?

“Non ho ansie particolari di tornare al governo, ma se ci fosse un investimento politico su una persona come Beppe Grillo o Bastioli, allora sì, darei volentieri una mano alla squadra con il mio contributo. Certo che ho contatti con i cinquestelle, mi chiamano spesso chiedendomi consigli, ma ci confrontiamo soprattutto sulle battaglie politiche, come è normale che sia. Quel che è certo, è che se oggi dovessi decidermi a ricoprire di nuovo incarichi istituzionali, non sarebbe una riedizione dei Verdi degli anni ’80, ma mi impegnerei nel costruire un soggetto di portata più ampia, come “il partito mondiale del clima”

Eppure in Parlamento, ad oggi, non c’è una vera e propria forza ecologista…

“Personalmente è dal 2013 che voto M5s alla Camera e Leu al Senato quindi, più che di un singolo partito, sono un sostenitore di quella che Conte chiamava l’“alleanza per lo sviluppo sostenibile” e che io chiamo invece “alleanza per la Terra”, guardando anche all’ecologia integrale di Papa Francesco. C’è bisogno di andare oltre la storia dei verdi, dal momento che sono passati 40 anni e siamo in una nuova fase politica. Oggi Pd, 5 stelle e Leu hanno la responsabilità di garantire la tenuta progressista all’interno di un governo che altrimenti, assegnerebbe la golden share della maggioranza alla Lega e a Forza Italia”

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