Caso Suarez, l’ex rettrice scagiona la Juventus: “Nessuna pressione”

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Caso Suarez, l’ex rettrice scagiona la Juventus: “Nessuna pressione”. Giuliana Grego Bolli allontana il possibile coinvolgimento della società bianconera sull’esame di Perugia

Luis Suarez
Suarez, l’ex rettrice scagiona la Juventus: “Nessuna pressione” (Foto: Getty)

Se ne sta parlando meno nelle cronache quotidiane ma il caso Suarez non è ancora chiuso. Le indagini della Procura di Perugia stanno proseguendo e all’Università per stranieri sono già saltata diverse teste. Una di queste è quella dell’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, dimessasi lo scorso 14 dicembre. Nelle ultime ore ha deciso di riaffrontare l’argomento attraverso un’intervista rilasciata a La Repubblica, parlando anche del possibile coinvolgimento della Juventus.

Non ho mai avuto la sensazione che ci fosse dietro la volontà di favorire i bianconeri. Nessuna pressione nè interesse. Francamente non mi importava nulla di Suarez”.

L’ex numero uno dell’Ateneo perugino per stranieri poi aggiunge:Quando il rettore dell’Università degli Studi di Perugia mi ha chiamato per dirmi che la Juventus stava cercando di fargli fare l’esame di italiano, mi hanno dovuto spiegare chi fosse. So veramente poco di calcio. La mia famiglia è juventina ma io nemmeno guardo le partite. L’unica cosa che mi ha spinta era l’opportunità di rilanciare l’immagine del mio Ateneo“.

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Caso Suarez, l’ex rettrice scagiona la Juventus: “Nessuna pressione”

Fabio Paratici
Suarez, l’ex rettrice scagiona la Juventus: “Nessuna pressione” (Foto: Getty)

Giuliana Grego Bolli era stata sospesa dal suo incarico già 8 mesi fa, dopo lo scoppiò del caso Suarez. Le dimissioni definitive sono arrivare prima di Natale, con la comunicazione al ministro dell’Università.

Non mi riavvicinerei al mondo del calcio. Se ritornasse un Suarez a chiedere di fare l’esame, direi di no. Non per il giocatore in sè, ma per il clamore che si porta dietro il calcio. Sono uscita provatissima da questa storia“, sottolinea a Repubblica.

L’ex rettrice poi prosegue nella sua difesa:Non mi sono occupata dell’esame e non ho avuto a che fare con la consegna del certificato a Suarez del 22 settembre. Il livello B1 richiede una capacità di farsi capire a livello medio-basso. L’uruguayano, essendo ispanofono, era facilitato come comprensione e produzione lessicale. Durante la pandemia, inoltre, l’esame normalmente è solo orale e dura circa 12 minuti. A queste condizioni risulta più accessibile, tant’è che tra giugno e luglio nessuno dei 60 candidati che lo ha sostenuto da noi è stato bocciato. Avendo studiato, Suarez era nelle condizioni di superare un livello  B1“.

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