Fontana (Lega) a iNews24: “Se andremo al governo difenderemo Quota 100”

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Lorenzo Fontana (@Facebook)

Il vicesegretario federale della Lega Nord, Lorenzo Fontana, spiega le condizioni per la partecipazione della Lega ad un esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce, Mario Draghi: “Dobbiamo innanzitutto capire quali siano gli obiettivi del Presidente incaricato e se avremo la possibilità di incidere”. Sul nuovo posizionamento europeista della Lega, il deputato del Carroccio respinge le accuse di opportunismo politico: “Noi siamo sempre stati contro l’austerità, sono altri che devono spiegare quale sia la loro idea di Europa”.

 

 È un momento importante per il Paese, siamo infatti in una fase cruciale per il delinearsi del nuovo scenario politico e per il posizionamento della Lega nel nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi, una scelta per nulla scontata fino a qualche tempo fa…

“Siamo evidentemente ancora in una fase interlocutoria, ma da un punto di vista personale, non posso nascondere la soddisfazione per la prova di maturità e responsabilità che il nostro movimento politico sta dando al Paese. In questo momento dobbiamo innanzitutto capire quali siano gli obiettivi principali del Presidente incaricato e se avremo la possibilità di agire e incidere su queste politiche, solo a quel punto matureremo la nostra decisione di entrare o meno in questo esecutivo. È ciò che ci si aspetta da quella che è la prima forza politica, almeno nei sondaggi, e da chi ha il dovere di rappresentare le categorie produttive che in questi mesi si sono sentite abbandonate, se non danneggiate, dalla politica”

La Lega e l’endorsment all’Europa

Matteo Salvini (Getty Images)

 Ma quindi ora siete europeisti?

“Dobbiamo capirci, l’Unione europea è un po’come lo stato italiano, non è un’entità a sé stante che “ fa cose”, ma dipende da chi le fa e come le porta avanti. Dieci anni fa, per uscire dalla crisi, la ricetta europea era l’austerità e noi non potevamo di certo essere d’accordo, a differenza di altri in Italia che invece erano a favore anche allora. Adesso l’Unione europea è diversa: il patto di stabilità, Schengen e altri trattati che sembravano scolpiti nella pietra, quest’anno con la situazione che c’è stata, sono stati completamente spazzati via”

 Quindi è l’Europa ad essere cambiata?

 “Non serve mica andare tanto indietro col tempo per dimostrarlo: solo nel 2018, quando eravamo al governo con i cinquestelle, per ottenere un 2,04% di deficit abbiamo fatto una battaglia con l’Europa, la stessa Europa che però quest’anno invece ha autorizzato ben 100 miliardi di scostamento di bilancio. Ditemi voi se questa non è una vera e propria virata a U rispetto alle politiche di appena un paio di anni fa? Quest’Europa è completamente diversa e dobbiamo tenerne conto, sono gli “europeisti a priori” che dovrebbero spiegarci qual è la loro vera idea di Europa, se questa o quella dell’austerità”

Il voto di oggi pomeriggio a Bruxelles sul Recovery Plan dipende anche dall’esito dei colloqui odierni che avrete con il presidente Draghi?

 “I nostri europarlamentari faranno le loro scelte indipendentemente da ciò che accadrà oggi nei colloqui. Noi ci siamo sempre astenuti sul Recovery Plan, perché riteniamo che ci siano delle cose positive ed altre  invece che ci convincono meno. Stasera vedremo cosa deciderà il gruppo, ma posso garantire che non c’è alcuna preclusione, anzi, c’è un attenta analisi e uno studio della questione”

Le condizioni della Lega per il sostegno al governo Draghi

vaccino covid
Mario Draghi (Getty Images)

Cosa chiederete oggi a Draghi, un governo tecnico o politico?

“Più che un governo tecnico o politico, da quello che ho capito parlando con Salvini, guarderemo principalmente al piano di azione che proporrà il presedente Draghi. Quello che ci auguriamo è che sia possibile trovare un accordo su un programma che esprima una netta discontinuità rispetto al governo precedente, con una politica di maggior conforto verso le categorie danneggiate, senza l’innalzamento di tasse o patrimoniali varie, e che, al netto dell’emergenza sanitaria, vada verso una progressiva riapertura del Paese, restituendo fiducia ai cittadini, piuttosto che trattarli come bambini di otto anni”

In passato avete già governato con i Cinquestellle e non è andata cosi bene…siete pronti a riprovarci?

 “All’inizio non è andata male, poi effettivamente ci sono stati tutta una serie di contrasti su molte questioni. Spero che il presidente Draghi trovi il modo di fare una sintesi tra i vari partiti, quel che è certo è che a noi non interessa far parte di un governo dei bonus e dei sussidi, né continuare questo tipo di politica statalista”

Dopo l’abolizione dei decreti sicurezza, fiore all’occhiello del vostro precedente governo, l’altra riforma cara a voi della Lega è “Quota100”, riuscirete a difenderla o verrà sacrificata?

 “La Lega, se entrerà nel governo, lo farà anche per difendere quelle leggi e quelle riforme che riteniamo siano giuste. Quota 100 è costata molto meno del previsto e quest’anno con i risparmi degli anni precedenti, non costerebbe nulla portarla avanti, pertanto presenteremo le nostre ragioni e difenderemo quello che per noi oggi rappresenta un punto programmatico fondamentale

Sia una buona parte del PD che LeU hanno espresso più di un dubbio a partecipare ad un esecutivo insieme alla Lega. Ma voi invece con Zingaretti e Speranza come pensate di poter governare?

“Se hanno problemi con noi che parlassero con Mattarella, dal momento che è stato il Presidente della Repubblica a fare un appello rivolto a tutti i partiti. Lo schema della sinistra è molto chiaro: loro vorrebbero mantenere la vecchia maggioranza per poter incidere su Draghi in modo assoluto. È anche per questo motivo che la Lega, a differenza di altri, ha fatto bene a non tirarsi indietro dall’inizio. È tutto il centrodestra che dovrebbe tentare di concorrere ad influire sulle politiche del governo Draghi, stare all’opposizione in questo momento, senza nemmeno provarci per noi non è la soluzione. Anche noi avremmo preferito tornare al voto, ma a questo punto conviene giocare la partita piuttosto che restare in panchina”

 La rottura dell’asse sovranista tra Lega e Fd’I

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

 E con la Meloni? Per quanto i rapporti siano ancora buoni, oltre all’unità della coalizione si è rotto anche l’asse sovranista interno al centrodestra…

 “Tatticamente capisco che la scelta della Meloni e di Fratelli d’Italia sia legittima, ma strategicamente, nel lungo periodo, credo sia una decisione sbagliata e mi auguro possa ripensarci perché, ora come ora, il centrodestra avrebbe meno forza per incidere sulle questioni importanti. Aggiungo che se avessimo lasciato il campo al Pd e al M5s, ci sarebbe stato un ulteriore problema: loro avrebbero puntato ad una legge elettorale proporzionale, proprio per impedirci di tornare a governare e noi non potevamo farci fregare in questo modo”

Certo che presidiare l’opposizione, praticamente da sola, è una bella occasione per canalizzare il malcontento e trasformarlo in consenso. Non temete che la posizione di governo che avete assunto possa in qualche modo penalizzarvi nel derby sovranista con Fd’I?

“Quando ci saranno le elezioni e si tratterà di governare, difficilmente Fd’I otterrà una maggioranza da sola, dovrà comunque allearsi con noi ed eventualmente con Forza Italia, ovvero i partiti che avranno partecipato a questa esperienza di governo. Quindi, indipendentemente dai sondaggi, che lasciano il tempo che trovano, l’alleanza di centrodestra rimarrebbe indispensabile per tutti”

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