De Carlo (Fd’I) a iNews24: “Draghi come Maradona? Con questa coalizione, sembra più il Maradona appesantito degli ultimi anni”

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Luca De Carlo
Luca De Carlo (@Facebook)

Il senatore di Fd’I, Luca De Carlo, ribadisce i motivi del mancato appoggio all’esecutivo guidato da Mario Draghi: “è una persona di altissimo spessore e riconosciuto a livello internazionale, ma la coalizione che lo sosterrebbe, quella sarebbe tutt’altra cosa”. Sulla scelta di Forza Italia e della Lega di appoggiare l’ex governatore della Bce, l’esponente di Fd’I non ha dubbi: “Le scelte sono tutte legittime, noi però non siamo per un governo a prescindere. La Lega non è la prima volta che fa un governo con altri”

 

Domani il presidente incaricato Mario Draghi incontrerà le parti sociali, prima di iniziare un secondo giro di consultazioni previste tra martedì e mercoledì prossimo. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, potremmo avere un nuovo governo già a partire dal week end. Lei come giudica quest’attuale fase politica?

“Purtroppo non è solo il governo ad essere in crisi, ma il Paese intero. Il Presidente della Repubblica fa bene a parlare di crisi economica, sociale e sanitaria, ma anziché ricorrere al voto e dare finalmente la possibilità ai cittadine di scegliere, preferisce altre ricette che non sono poi cosi tanto salvifiche. È evidente che le forze di centrodestra avrebbero potuto garantire un governo stabile eppure siamo costretti ad assistere al teatrino di alcune forze politiche, che dopo aver fallito la loro missione di governo, oggi fanno appello a Draghi affinché salvi l’Italia. Ma da chi dovrebbe salvare il Paese Draghi? forse proprio da loro che l’hanno ridotto in questo stato”

Proprio non vi fidate dell’ex governatore della Bce?

“Il professor Draghi è una persona di altissimo spessore, estremamente competente e riconosciuto a livello internazionale, ma la coalizione che lo sosterrebbe, quella sarebbe tutt’altra cosa. È evidente che qualsiasi margine di azione politica sarà delimitato dalla maggioranza relativa del Pd e dei 5stelle. Giorgia Meloni su questo è stata chiarissima: no alla fiducia a Draghi, sì al voto di qualsiasi singolo provvedimento che vada nella direzione dello sviluppo e del sostegno a questa nazione.  Abbiamo già dimostrato di saper scindere gli interessi dalla responsabilità durante il governo Conte-1, quando i nostri alleati della Lega decisero di fare un governo con i 5stelle, anche allora, pur dall’opposizione, non ci facemmo problemi a votare tutti i provvedimenti che consideravamo utili”

Il no a Draghi da parte di Fratelli d’Italia

Umbria Mario Draghi
Mario Draghi (photo Gettyimages)

Quindi sbagliano Forza Italia e Lega ad appoggiare questo esecutivo?

“Le scelte, anche quelle dei nostri alleati, sono tutte legittime, noi però non siamo per un “governo a prescindere”, ma solo quando esistono le condizioni per tradurre in pratica i nostri programmi elettorali. Purtroppo il fatto che ci siano Pd, 5stelle e Leu è una pregiudiziale che non permette di coniugare esigenze e proposte politicamente così diverse. Io non credo possiamo dimenticarci come il m5s abbia insultato Forza Italia fino a ieri, voglio dire, c’è un limite a tutto e si chiama buonsenso”

I motivi del vostro rifiuto quindi sono prettamente politici, non c’è altro?

“Non solo, noi contestiamo anche il metodo attraverso il quale si sta portando a termine questa operazione politica. Siamo stati un anno e mezzo a dire che non si poteva votare perché in una democrazia parlamentare le maggioranze si formano in parlamento, e ora che questa maggioranza non esiste più, il Presidente prende un tecnico come Draghi, commissariando la politica, e gli da l’incarico di mettere insieme tutto l’arco costituzionale. Proprio perché crediamo che l’opposizione abbia un ruolo fondamentale in democrazia, ci appresteremo a svolgere questo ruolo fino in fondo, anche perché non c’è bisogno di ottenere una poltrona per essere dei veri patrioti. Lo dimostreremo ancora una volta, riuscendo ad  essere utili al Paese anche dai banchi dell’opposizione”

La spaccatura nel centrodestra sovranista

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Se da una parte la scelta di Forza Italia era ampiamente prevedibile, lo stesso però non si può dire per la Lega. Una svolta europeista che ha lasciato spiazzati in molti e  che in qualche modo rappresenta anche una rottura nel fronte sovranista all’interno del centrodestra, non crede?

“Noi in Europa stiamo con i conservatori e in nessuna parte del mondo i conservatori governano con l’estrema sinistra. La nostra idea di Europa è sempre stata molto chiara: all’Europa dei burocrati e delle multinazionali preferiamo l’Europa dei popoli e delle nazioni. Non siamo noi ad aver cambiato idea. Come ho già detto, la posizione di Salvini è legittima e in parte non ci stupisce, anche perché la Lega non è la prima volta che fa un governo con altri al di fuori della coalizione di centrodestra”

Sta dicendo, dunque, che non siete stati voi ad aver cambiato idea?

“Per quel che ci riguarda abbiamo dimostrato sempre la stessa coerenza con cui dal 4,5% siamo arrivati oggi intorno al 16% nei sondaggi”

Ma non erano anche gran parte del mondo produttivo, la piccola-media impresa e Confindustria a chiedere un’ esecutivo di questo tipo per superare la fase di empasse in cui ci si era impantanati?

“Guardi, sono veneto, e posso garantirle che non è vero che tutto il nord produttivo chiede di entrare in questo governo. Sono tanti gli  imprenditori che si rendono conto che Draghi potrà anche essere il Maradona della politica, ma è altrettanto vero che con la maggioranza con cui si appresta a governare, sembra più il Maradona appesantito degli ultimi anni che non quello dell’86 che deliziava le folle di tutto il mondo”

Quali possono essere i margini di successo per questo ipotetico esecutivo Draghi e, secondo lei, può davvero arrivare alla fine naturale della legislatura, prevista per il 2023?

“Partiamo da un presupposto, noi non facciamo mai il tifo contro la nostra nazione, non potremmo mai essere  anti-italiani. Non conosciamo quali siano i patti tra i contraenti per arrivare alla fine, o se Draghi abbia invece un accordo per diventare Presedente della Repubblica il prossimo anno. Quanto al governo, il loro vero collante è quello di non voler tornare a casa e perdere la poltrona, basti pensare ai 5stelle che hanno detto tutto e il contrario di tutto pur di giustificare la loro presenza in parlamento, sbugiardando qualsiasi loro principio nell’arco di una sola legislatura”

E se davvero Draghi fosse il successore di Mattarella al Quirinale, sarebbe uno scenario auspicabile per voi?

“In questo momento non auspico nulla, sono convinto però che se si andasse al voto prima del semestre bianco, il centrodestra sarebbe in grado di esprimere un suo candidato senza subire condizionamenti di nessuna logica”

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