Morte Niccolò Ciatti, il padre a iNews24: “Le autorità spagnole non hanno indagato come il Ros”

Le parole di Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il giovane che il 12 agosto 2017 perse la vita in ospedale a Lloret de Mar, in Spagna, dopo essere stato picchiato in discoteca.

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Se le autorità spagnole avessero interrogato altre persone, se fossero entrati i poliziotti in discoteca, forse quello che hanno fatto i nostri carabinieri del Ros, lo avrebbero fatto loro in quei momenti”. Sono le parole di Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il giovane che il 12 agosto 2017 perse la vita in ospedale a Lloret de Mar, in Spagna, dopo essere stato picchiato in discoteca.

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È stato arrestato a Strasburgo, in Francia, uno dei tre cittadini ceceni considerati responsabili dell’uccisione e dell’aggressione al ventiduenne di Scandicci. L’arresto in esecuzione di un mandato europeo emesso dalla Procura di Roma, è stato portato a termine dalla polizia francese, su attivazione dei carabinieri del nucleo crimini violenti del Ros, con il supporto del Servizio di cooperazione internazionale di polizia.

Niccolò e Luigi Ciatti - Facebook
Niccolò e Luigi Ciatti – Facebook

Lo stesso provvedimento verrà notificato anche all’altro ceceno Rassoul Bissoultanov, detenuto in carcere in Spagna con l’accusa di omicidio volontario in attesa del rinvio a giudizio. Intanto, come ha fatto sapere il Ros, sono state avviate le pratiche per l’estradizione. Fino ad oggi, gli altri due coinvolti nell’omicidio. Ai microfoni di iNews24, Luigi Ciatti.

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Niccolò Ciatti, il padre Luigi: “Un passo importante”

Innanzitutto, come sta oggi?
Credo che l’arresto di ieri sera segni un passo veramente importante e decisivo verso la giustizia per Niccolò. Una giustizia che cerchiamo da tre anni e mezzo e che fino ad oggi è sempre stata piuttosto lontana. Noi abbiamo sempre sostenuto che il responsabile non era solo Rassoul Bissoultanov, ma c’era stata la partecipazione anche di altri due. Evidentemente quello che dicevamo è stato supportato dalle prove cercate dai carabinieri del Ros, che credo siano notevoli e valide, altrimenti la magistratura romana non avrebbe emesso il mandato di cattura nei suoi confronti. Tutto ciò per noi è veramente un passo decisivo e ci auguriamo che adesso ci sia una collaborazione tra Italia e Spagna per dare giustizia a Niccolò. Questa è l’unica cosa che possiamo fare”;

Niccolò Ciatti - Facebook
Niccolò Ciatti – Facebook

Sul fronte spagnolo com’è la situazione?
Il procedimento penale in Spagna è stato trasferito al Tribunale di Girona. Ancora non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali, ma sappiamo che ci dovrebbe essere il rinvio a giudizio del ceceno in carcere e di quello arrestato ieri, che fino ad oggi ha sempre avuto l’obbligo di firma ma ha continuato a svolgere la sua vita tranquillamente”;

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Il ricordo del padre Luigi

Può ricostruire quello che è accaduto a Niccolò quella sera?
Quello che è successo è la peggior cosa che possa capitare a un figlio e di conseguenza anche alla famiglia. Perché Niccolò quella sera stava semplicemente ballando in pista con un suo amico, non stava facendo assolutamente niente. È stato circondato da questi tre teppisti ed ha perso la vita in venticinque secondi. Queste persone non hanno avuto un minimo di pietà verso di lui, che era a terra indifeso e non poteva fare niente. In discoteca in quel momento non c’era un buttafuori all’interno. La pista, io l’ho vista, è molto piccola. Se fosse intervenuto qualcuno non sarebbe successo nulla. E anche se il cerchio invece di allargarsi, si fosse stretto. Per Sara, la sorella, è stata la peggior cosa che possa capitare. E non c’è niente di più terribile per un genitore, di sopravvivere alla morte di un figlio”;

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Ci racconta di Niccolò?
Si era diplomato all’IIS di Firenze ed aveva deciso di non continuare gli studi. Lavorava al mercato di San Lorenzo al centro di Firenze solo per non starsene a casa e quello che doveva essere un passatempo era diventato il suo lavoro. Faceva molti sacrifici ma aveva tanta voglia. Aveva deciso che quello dovesse essere il suo futuro, voleva acquistare un appartamento, aveva le idee chiare. Voleva convivere con la fidanzata. Aveva 22 anni e stava mettendo le basi per il suo futuro. Invece nel giro di pochi secondi tre balordi hanno tolto la vita a Niccolò e a noi, di conseguenza. È giusto che paghino con il carcere”.

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