Romeo (Lega) a iNews24: “Governo, troveranno un accordo. Il clima politico non consente larghe intese”

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Massimiliano Romeo (screenshot da Facebook)

Il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, attacca la maggioranza per le modalità e i tempi della crisi di governo: “Il Paese paga le conseguenze di un teatrino indegno durato un mese e mezzo”. Sugli sviluppi dei colloqui tra i partiti di maggioranza e il Presidente Fico, l’esponente del Carroccio non ha dubbi: “Troveranno un accordo, salvo intese. L’unica strada sono le elezioni”

 

Stasera ci sarà l’incontro tra il presidente incaricato, Roberto Fico, che ha gestito questo giro di consultazioni tra le forze di maggioranza, e il Capo dello Stato. Al momento però sembra che la rinascita di un ipotetico Conte-Ter sia ancora molto incerta, lei che idea si è fatto?

“Questo è un governo che non doveva esserci dall’inizio, la cosa migliore sarebbe stata quella di votare nell’ agosto 2019, quando si aprì la crisi con i cinquestelle. Purtroppo però, come ben sappiamo, andò diversamente e si scelse di fare un “governo a tutti i costi”, solo per non far salire Salvini a Palazzo Chigi. Si dice che tutti i nodi vengano prima o poi al pettine, e infatti ecco come con l’arrivo della pandemia, le contraddizioni nella maggioranza si sono ulteriormente evidenziate. Il problema è che a pagarne le conseguenze è direttamente il Paese”

Indiscrezioni a parte, qual è lo scenario che ritiene più probabile, anche a seguito delle trattative tuttora in corso?

“Sono convinto che alla fine “troveranno un accordo, salvo intese”. È solo una battuta, ma la dice lunga sulla situazione abbastanza deprimente che stiamo vivendo, e lo dico anche per l’immagine che stiamo dando all’estero. La gente sta male e in questo momento avrebbe bisogno di sostegni, di ristori, di politiche utili alla ripresa economica e sociale del Paese e invece siamo costretti ad assistere a questo teatrino indegno”

Scioglimento delle camere ed elezioni anticipate

Parlamento (Getty Images)

Quindi continuate a chiedere lo scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate?

“Assolutamente sì, siamo fermamente contrari ad una riedizione di questo governo uscente e siamo convinti che l’unico modo per garantire stabilità  e autorevolezza al Paese siano le elezioni. Qualcuno dice che siamo irresponsabili, perché così facendo rischiamo di perdere i soldi del Recovery Plan, ma non è vero. Noi abbiamo già dato la disponibilità ad aprire su questi temi, proprio per far sì che il Paese venga prima di tutto messo in sicurezza economicamente con i fondi europei, nel frattempo però, si programmi la campagna elettorale, in modo tale che il Paese abbia finalmente un governo serio”

Ma nel caso in cui arrivasse, da parte del Capo dello Stato, una chiamata alla responsabilità e ad un esecutivo di unità nazionale, sareste disposti quantomeno a sedervi per parlare?

“Sarebbe molto complicato, anche perché sia il Pd che i cinquestelle sono stati i primi ad escluderlo”

Il centrodestra e l’ipotesi delle larghe intese

Caso Gregoretti Salvini
Meloni e Salvini (Getty Images)

Anche su chiudere all’ipotesi delle larghe intese il centrodestra è compatto, o nel caso in cui la crisi dovesse subire un’accelerazione, ci sarebbero delle sostanziali differenze di vedute su come proseguire?

“Nella coalizione ognuno ha le proprie sensibilità, ma Salvini è stato molto bravo a fare la sintesi e francamente dubito si possano creare situazioni tali per cui l’unità del centrodestra si possa rompere. Per le larghe intese, ci vorrebbe un altro clima politico rispetto a quello che si è creato e consolidato negli ultimi venti anni, anche attraverso la pratica della demonizzazione dell’avversario. Come potrebbe Salvini andare a governare, anche se solo temporaneamente, con chi lo ha mandato a processo solo perché difendeva i confini nazionali?

Come commenta la proposta di Giachetti, di istituire una Bicamerale affidando la presidenza della commissione all’opposizione?

“Tutte le proposte che vanno nella direzione di trovare delle visioni comuni per garantire le risposte ai cittadini sono interessanti, ma il fatto che un’offerta del genere arrivi proprio in questo momento, ha il sapore di un tentativo tardivo, atto esclusivamente a guadagnare altro tempo”

Anche in questi giorni, forse proprio per guadagnare tempo, ci sono stati alcuni esponenti sia nella maggioranza che nell’opposizione che hanno rispolverato il nome di Mario Draghi. Ma questa disponibilità a scendere in campo da parte delll’ex governatore della Bce, secondo lei ce l’ha davvero qualcuno?

“Io non credo proprio, d’altronde anche lo stesso Presidente della Repubblica ha escluso contatti in tal senso. Secondo me siamo nell’ambito della fantapolitica.”

Un’ultima domanda sull’emergenza sanitaria. Lei è lombardo, come commenta la nomina  a Commissario per la campagna vaccinale di Bertolaso?

“Si tratta di una persona estremamente affidabile. La sua esperienza e la sua capacità di agire al servizio delle istituzioni sono una garanzia e un’ottima notizia per i cittadini lombardi. Servirebbe un Guido Bertolaso anche a livello nazionale, altro che Arcuri.”

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