Morte Maradona, messaggio choc su Whatsapp poco prima del decesso

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Spunta una raccapricciante conversazione tra i medici di Maradona nel giorno della morte del Pibe de Oro: i dettagli

Morte Maradona

“Non respira, non sento il polso: sembra morto”, questo è il tragico messaggio inviato dalla psichiatra Agustina Cosachov al neurochirurgo Leopoldo Luque mentre era a casa di Diego Maradona. Pochi minuti dopo, l’ex calciatore sarebbe deceduto. Queste intercettazioni, emerse nell’inchiesta condotta dalla Procura di San Isidro, sono state pubblicate dal sito Infobae.com. I due medici di cui sopra sono indagati per omicidio colposo. L’art. 84 del codice penale argentino prevede da uno a cinque anni di reclusione chi causa la morte per imprudenza, negligenza o imperizia.

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Morte Maradona, la drammatica conversazione tra Luque e la Cosachov

Diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona (via Getty)

Nella tragica mattina del 25 novembre, a casa di Maradona c’era la dottoressa Cosachov insieme allo psicologo Carlos Diaz per una visita programmata. Nelle 12 ore precedenti non si era visto alcuni medico ed infatti i magistrati hanno ipotizzato che l’agonia di Maradona sia durata dalle 6 alle 8 ore. Nel corso della rianimazione da parte dei sanitari, la Cosachov e Luque si scambiarono dei messaggi.

Luque: «Dimmi, è vivo?».

Cosachov: «Non lo so, è in arresto cardiaco. Lo stanno rianimando. Come Dio vorrà».

Cosachov: «Sono scossa. Adesso stanno provando a rianimarlo. Sta per arrivare un’altra ambulanza. Non dicono niente».

Cosachov: «Lo stanno rianimando però niente. Non possono trasportarlo perché è in arresto».

Luque: «Fammi sapere se ce l’hanno con noi».

Cosachov: «È morto Leo».

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Il comportamento di Luque è grave ed è subito finito sotto accusa da parte di magistrati e coordinatore generale della Procura di San Isidro. El Pibe de Oro aveva bisogno di costanti cure, le quali dovevano essere fornite proprio da Luque e dalla sua equipe, ma è certo ora che non li ricevette.

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