Roma, la procura: studenti che occupano scuole non commettono reato

La procura di Roma ha stabilito che gli studenti che occupano e autogestiscono le scuole non stanno commettendo un reato, ma esercitando un loro diritto. 

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Alla fine, la Procura di Roma ha deciso di archiviare diverse inchieste che si stavano occupando di valutare se il comportamento degli studenti che hanno preso possesso di  diverse scuole in tutta Italia, fosse perseguibile legalmente. Non lo è, almeno secondo le motivazione contenute nell’archiviazione. I ragazzi in questione infatti, secondo la sentenza, sono da considerare soggetti attivi della comunità e che dunque hanno il diritto a partecipare attivamente alla sua gestione, anche occupando un edificio scolastico. La Procura ritiene infatti che nel momento in cui uno studente prende possesso di uno spazio scolastico allo scopo di autogestirlo, sta semplicemente esercitando un suo diritto. 

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Roma, il caso del liceo Kant: le proteste degli studenti

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Un’archiviazione che indurrà sicuramente a delle riflessione, e la speranza adesso è che la politica non trascuri questa sentenza e cerchi invece un dialogo più stretto con gli studenti. Ha fatto molto discutere in queste settimana il caso del liceo Kant di Roma. Gli studenti dell’istituto occupano infatti l’edificio dal 23 gennaio. 

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Chiedono maggior sicurezza negli spostamenti pubblici, con più autobus a disposizione al fine di rispettare il distanziamento sociale, e la fine della didattica a distanza in favore di una nuova forma di insegnamento che tenga conto della pandemia senza però eliminare il contatto sociale.