Napoletani scomparsi in Messico, avvocato a iNews24: “Da Di Maio nessun interesse per loro”

“A livello internazionale abbiamo avuto l'attenzione di chiunque. Dispiace invece, che il nostro Stato se ne sia disinteressato quasi da subito e il motivo è un mistero per noi”. A parlare è Claudio Falleti, avvocato dei familiari di Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino.

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A livello internazionale abbiamo avuto l’attenzione di chiunque. Dispiace invece, che il nostro Stato se ne sia disinteressato quasi da subito e il motivo è un mistero per noi”. A parlare è Claudio Falleti, avvocato dei familiari di Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre italiani scomparsi in Messico, a Tecalitlan, nello stato di Jalisco, di cui non si hanno notizie dal 31 gennaio 2018.

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Il 22 febbraio avrà inizio il processo che vede imputati tre poliziotti (ce n’era un quarto che morto in carcere) ritenuti responsabili di averli venduti per 43 euro ai narcos. “Addirittura il ministro di Maio un paio di mesi fa, durante una conferenza stampa sul possibile rientro di Chico Forti, ha dichiarato che non ci sono altri italiani rapiti all’estero: non ricorda neppure la vicenda dei nostri connazionali napoletani”, ritiene l’avvocato.
Il 22 febbraio Francesco Russo, figlio di Raffaele, fratello di Antonio e cugino di Vincenzo, parteciperà in videoconferenza alla prima udienza. Nell’attesa, Falleti ha risposto alle domande di iNews24.

Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino - Fonte Web
Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino – Fonte Web

Napoletani scomparsi: i punti chiave del processo

Quali sono i punti chiave di questo processo?
Innanzitutto la diretta confessione dei poliziotti al momento dell’arresto e dell’interrogatorio. Poi abbiamo un audio inviato via Whatsapp in cui uno degli scomparsi dice: “Francesco, ci ha fermato la polizia e ci ha detto di seguirli”. Poi si è spento il telefono. Russo ha chiamato la polizia e la poliziotta (imputata ndr.) prima gliel’ha confermato, poi l’ha smentito”;

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Come si è arrivati al 22 febbraio?
Le indagini sono iniziate con queste informazioni e dopo aver messo a soqquadro la caserma. Sono state arrestate le persone che erano di turno, che hanno confessato di averli presi e accompagnati a una pompa di benzina dove li aspettava presunto un capo cartello della zona al quale li avrebbero consegnati per 43 euro. Contestualmente sono spariti il capo e il vice capo della polizia che non sono mai più stati ritrovati”;

Claudio Falleti, avvocato - Fonte Facebook
Claudio Falleti, avvocato – Fonte Facebook

Dopo qualche mese è stato arrestato Jose Guadalupe Rodriguez Castillo alias “EL 15”, ritenuto il mandante del rapimento
Lui è stato arrestato per essere implicato nella sparizione degli italiani, perché durante dei controlli sono stati trovati dei telefoni dove c’erano dei file audio che lo mettevano in comunicazione con un soggetto terzo non identificato, dove si diceva: “Abbiamo con noi questi italiani di nome Russo, cosa ne facciamo?” e lui risponde: “Ciò che ne volete”. Questo capo cartello è stato messo in libertà dopo sei mesi, nonostante questa accusa, e adesso è presuntamente morto in uno scontro a fuoco. Secondo noi è stato ucciso ed avrebbe avuto a libro paga la polizia municipale”;

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Ci sono ulteriori elementi?
Infine sono state ritrovate due automobili che gli scomparsi avevano a noleggio in Messico per lavorare, abbandonate in una specie di officina. Sono state riconosciute perché c’erano il Gps e le targhe. Insomma, c’è una confessione, ci sono le intercettazioni telefoniche, il ritrovamento delle auto: nulla fa protendere per un’assoluzione”;

“Siamo riusciti ad arrivare al processo anche grazie all’Onu”

Siete positivi su un’eventuale condanna?
Nella fase delle udienze preliminari, le prove presentate dalla difesa dei poliziotti sono quasi state tutte respinte. Hanno fatto un ricorso nei confronti di questo rigetto e hanno perso anche questo. Noi dobbiamo ringraziare il fatto di essere riusciti a fare pressione grazie al ricorso al Comitato delle sparizioni forzate dell’Onu, che ci ha aiutato e per due volte ha emesso misure cautelari nei confronti del Messico, obbligando la Procura nazionale a rispondere alle nostre richieste perché gli atti del fascicolo non ci venivano mai consegnati. Grazie alla pressione dell’Onu abbiamo abbiamo scoperto l’intercettazione telefonica che non era mai venuta fuori nonostante ce l’avessero da sempre”;

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Francesco Russo parteciperà all’udienza in videocollegamento
Sì, renderà la sua testimonianza e sarà sottoposto alle domande della Procura e degli avvocati difensori dei poliziotti”;

Il 31 gennaio saranno trascorsi tre anni dalla scomparsa dei tre.
In questi anni ci siamo rivolti all’Onu, alla Corte interamericana dei Diritti Umani. A livello internazionale abbiamo avuto l’attenzione di chiunque. Dispiace invece, che il nostro Stato se ne sia disinteressato quasi da subito e il motivo è un mistero per noi. Addirittura il ministro di Maio un paio di mesi fa, durante una conferenza stampa sul possibile rientro di Chico Forti in Italia, ha dichiarato che non ci sono altri italiani rapiti all’estero: non ricorda neppure la vicenda dei nostri connazionali napoletani. La sede centrale della Farnesina li ha dimenticati. I contatti con l’Ambasciata Italiana all’estero comunque ci sono e sono costanti”;

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“I ministri che si sono succeduti non hanno mai dimostrato interesse per la vicenda”

Nessuno ha mai risposto ai vostri appelli?
Ho fatto diverse comunicazioni via pec al ministero, sia direttamente al ministro che ad altri vicini a lui. Alcuni mi hanno risposto, ma il ministro in persona non ha mai speso una parola di vicinanza nei confronti della famiglia o di speranza sul prosieguo dell’attività investigativa, che comunque va avanti perché in Messico il mio collega Joaquin Esparza Mendez porta avanti l’attività legale. L’unico ministro degli Esteri che si è interessato è stato Angelino Alfano, che ci ha accolto in Farnesina due volte. Dopo di lui, nessuno”;

Come sta la famiglia di Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino?
A tre anni da quell’evento, noi diciamo che sono scomparsi, non morti. Non ci sono certificati di morte, non sono stati ritrovati corpi, pertanto parliamo di sparizione. Anche la famiglia è sulla stessa linea, non abbiamo mai perso la speranza”.

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