Vaccino Covid, è scontro tra AstraZeneca e l’Ue: le accuse all’azienda

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Vaccino Covid, l’Ue e AstraZeneca forniscono versioni diversi sui motivi che hanno portato al taglio delle dosi nel vecchio continente.

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Tra l’Unione Europea e AstraZeneca lo scontro sembra appena iniziato. Se la casa farmaceutica continua a ribadire, circa il taglio delle dosi comunicato al vecchio continente, di non aver violato nessun obbligo contrattuale, l’Ue dal canto suo rimarca comportamenti considerati inaccettabili. Si parla infatti di obblighi morali e contrattuali violati, come ribadito negli ultimi giorni dalla Commissaria alla Salute Stella Kyriakides, che in settimana incontrerà nuovamente i rappresentanti dell’azienda. Pascal Soriot, Ceo di AstraZeneca, continua a sostenere che i ritardi sono stati causati da un guasto che si è verificato in un impianto di produzione in Belgio. 

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Un imprevisto che ha avuto il taglio delle dosi come diretta conseguenza, in quanto nel contratto sottoscritto con l’Ue, viene specificato che il vaccino da consegnare deve necessariamente essere prodotto in un sito di produzione europea. Il problema è che questa versione è stata seccamente smentita da Bruxelles che oltretutto ha annunciato che farà visita allo stabilimento belga per approfondire la questione. 

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Un modo per rimarcare come il rapporto di fiducia con la casa farmaceutica si sia ormai incrinato irrimediabilmente. Aleggia inoltre il sospetto, in seno ai vertici europei, che l’azienda abbia utilizzando impropriamente i fondi ue per lo sviluppo del vaccini, per finanziare anche la produzione extra europea.

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