Vaccino AstraZeneca, l’ad Soriot si difende: “Nessun obbligo con Ue”

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Continua a far discutere il vaccino di AstraZeneca, con l’ad Soriot che decide di difendersi dalle accuse dellUnione Europea, confermando il massimo impegno.

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La difesa dell’Ad Soriot sul vaccino di Oxford-Pomezia (Getty Images)

Manca poco all’approvazione dell’Ema al vaccino di AstraZeneca, che dovrebbe arrivare il prossimo venerdì 29 gennaio. Un arma in più alla lotta al Covid-19 dell’Unione Europea, con l’azienda che ha come obiettivo il far recapitare all’Ue 17 milioni di dosi entro la fine di febbraio. Di queste dosi ben 2,5 milioni andranno all’Italia, che poi ne riceverà in breve tempo altre 40 milioni di dosi. Un contributo fondamentale per un vaccino che potrebbe aiutare a superare l’emergenza sanitaria.

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L’amministratore delegato Pascal Soriot si è però difeso ricordando che con l’Unione non c’è alcun obbligo, se non la volontà di metterci il massimo impegno per superare la crisi. Firmato il contratto con tre mesi di ritardo rispetto Londra, l’Europa voleva la stessa capacità di produzione dalla casa farmaceutica. Di tutta risposta AstraZeneca si è impegnata a fare il massimo, ma non producendo quanto Londra, visti i tre mesi di ritardo nel contratto.

Soriot ha riportato un grande malumore all’interno dell’azienda, che sta cercando di impegnarsi soprattutto per aumentare la produzione. AstraZeneca infatti vorrebbe produrre di più ed afferma che a Febbraio potrebbe fornire una grandissima quantita di vaccini all’Unione Europea, con l’azienda che assicura di star lavorando 24 ore su 24 e sette giorni su sette per risolvere tutti i problemi.

Vaccino AstraZeneca, Soriot: “Ritardi nella produzione del principio attivo”

Vaccino AstraZeneca
Vaccino Covid, la promessa da parte di AstraZeneca (Foto: Getty)

Durante il suo ultimo intervento, Pascal Soriot ha affermato che la produzione del vaccino dell’azienda è composto da due parti: la prima consiste nella creazione del principio attivo in due stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi. Mentre invece la seconda è la resa in farmaco in due centri situati uno in Germania e l’altro in Italia, ad Anagni. La difficoltà consiste proprio nella produzione di alcuni siti, che riescono a produrre di più rispetto ad altri. Nonostante i due mesi di ritardo, Soriot afferma di essere pronto a risolvere tutti i problemi.

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Proprio i problemi in Ue, per l’amministratore delegato, sono stati del tutto un caso. Infatti l’ad ha ricordato come AstraZeneca sia un’azienda europea e proprio al Vecchio Continente andrà il 17% della produzione, nonostante gli europei siano il 5% della popolazione mondiale. Inoltre il vaccino è no profit e quindi all’azienda non ne ricaverà un soldo.

Inoltre Soriot ha negato che il siero venga venduto ad altri paesi all’infuori di quelli Europei e della Gran Bretagna. Infine l’amministatore delegato ha detto di essere a conoscenza che c’è la volontà di vaccinarsi, con i governi che sono sotto pressione, ma dall’altra parte AstraZeneca si impegna a non dirottare i vaccini ad altri paesi al di fuori di quelli Europei. Con una nota, Soriot ha ricordato che una mossa del genere sarebbe controproducente ed il logico, specie dopo il pubblico impegno.

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