Paesi Bassi, feroci proteste anti-lockdown: oltre 180 arresti

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Seconda nottata di proteste feroci nei Paesi Bassi, scattate a seguito del lockdown imposto dal governo: scattati oltre 180 arresti

Paesi Bassi
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Seconda serata di proteste nei Paesi Bassi, dove i manifestanti sono scesi in strada contro il coprifuoco introdotto dal governo nel fine settimana. Il bilancio è di oltre 180 arresti. Secondo quanto riferito dalla tv pubblica Nos, i violenti scontri con la polizia si sono tenuti in città come Amsterdam e Rotterdam. Ingenti e numerosi i danni materiali, con vetrine dei negozi distrutte e le merci saccheggiate. Danneggiate anche diverse vetture parcheggiate ai bordi delle strade. Tafferugli anche ad Amersfoort (est), vicino a Maastricht, L’Aia e Den Bosch.

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Proteste nei Paesi Bassi: “Erano 40 anni che non si vedeva una violenza simile”

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“Era da 40 anni che non vedevamo una simile violenza”, questo il commento del sindacato di polizia che riassume i disordini nella nazione.

“Quando gli agenti di polizia hanno detto ai manifestanti che stavano violando le regole del lockdown, questi hanno tirato fuori le armi e li hanno attaccati”, ha ammesso il sindaco di Eindhoven, John Jorritsma. Il premier dimissionario Mark Rutte, dal cento suo, ha condannato totalmente le violenze, bollandole “violenza criminale”.

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Ad oggi, nei Paesi Bassi i contagi registrati sono 962.000, mentre 13.600 le vittime. Da metà dicembre sono state chiuse scuole e negozi non essenziali, mentre da sabato scorso è in vigore un coprifuoco notturno dalle 21 alle 4:30 del mattino.

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