Musica, uno studio americano sostiene che non è un’invenzione umana

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La musica sarebbe presente sulla terra molto prima della comparsa dell’uomo. Questa la tesi della Washington State University. 

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Quando è nata la musica? È realmente un’invenzione degli esseri umani? Uno studio pubblicato sulla rivista bioRxix e condotto dalla Washington State University, ha tentato di rispondere a questo quesito. La ricerca, coordinata dal professor David Schruth si è occupata in primo luogo di datare la possibile origine della musica, che viene fatta risalire alla comparsa dei primi primati cinquanta milioni di anni fa. L’ipotesi è che un suo primo utilizzo possa essere nato quando gli antenati degli uomini si spostavano nella foresta saltando di albero in albero cercando di toccare terra meno volte possibile. 

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Musica, l’ipotesi sviluppata dal team americano

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Una pratica che ha richiesto secondo gli studiosi, che hanno analizzato i vocalizzi emessi da oltre cinquanta specie differenti di primati, ha richiesto lo sviluppo di complessi richiami protomusicali. I ricercatori ipotizzano in tal senso, che esista un nesso ben preciso, definito anche una continuità evolutiva tra questa tipologia di richiami e la nascita del canto musicale. Il team di ricercare crede che questi richiami, che si rivelano molto complessi e richiedono una grande controllo dei propri moschi, siano un primo tentativo di modulare il canto umano. 

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Una tesi che però si scontra con altri autorevoli studi del settore, che invece sostengono come i versi prodotti dagli animali siano invece profondamente diversi e non assimilabili al canto umano, e che non sussistano invece elementi sufficienti a credere che la musica non sia un’invenzione esclusivamente umana.

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