Aziende noleggio autobus e NCC: “Esclusi dai ristori, siamo in ginocchio”

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“Oltre un migliaio di imprese, circa quattromila autobus fermi, 550 milioni di Euro di fatturato persi e ottomila famiglie in crisi.” Il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, sintetizza così la situazione delle aziende di noleggio autobus ed NCC, ferme al palo da ormai un anno per lo stop ai viaggi causato dalla pandemia da coronavirus.

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Il sit-in in piazza del Plebiscito a Napoli

Gli esercenti del settore si sono ritrovati in piazza Plebiscito, a Napoli, per un sit-in sotto la Prefettura. Le richieste: un piano per il futuro del settore e un programma di ristori, visto che molte aziende non hanno ricevuto nemmeno un Euro. “Il nostro codice Ateco è quello delle aziende di trasporto – dice ai microfoni di Inews24.it un dipendente di un’impresa NCC – quindi, in teoria, possiamo continuare a lavorare. Ma col turismo nazionale e internazionale fermo, chi trasportiamo? I nostri mezzi girerebbero a vuoto, mentre i costi, tra manutenzione ordinaria e tasse, restano identici.”

Il presidente di Confesercenti Campania: “Utilizzare il noleggio autobus per portare gli studenti a scuola”

La soluzione, secondo il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo, è nell’utilizzare questi mezzi per accompagnare gli studenti a scuola o i lavoratori nelle loro aziende: “Abbiamo 100mila posti coi quali possiamo garantire ogni distanziamento previsto dalla legge.” Assieme alle aziende del settore, sono in crisi le officine e tutti gli appartenenti all’indotto: “La nostra produzione è completamente ferma – ci dice il proprietario di un’officina convenzionata – abbiamo una riduzione del fatturato di oltre l’80 percento, a fronte della quale dobbiamo comunque rispettare gli impegni presi in passato con i fornitori.”

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Le prospettive, in sintesi, non sembrano rosee. Il proprietario di un’agenzia di viaggi e noleggiatore di automobili riferisce ai nostri microfoni che, per tutto il 2021, la situazione sembra non destinata a sbloccarsi: “Un’azienda come la mia, che lavora da tre generazioni, ci metterà dieci anni per tornare ai livelli del 2019.”

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