Crisi di governo, Conte pronto alle dimissioni: gli scenari

0

Crisi di governo, Conte pronto a rassegnare le dimissioni di fronte al presidente Mattarella. Ma l’ipotesi più probabile è che sia solo un passaggio

Giuseppe Conte
Crisi di Governo, Conte pronto per le dimissioni (Getty Images)

Giuseppe Conte è pronto e ha deciso. Non sarà questa sera, ma domani mattina (26 gennaio) salirà al Colle per presentare le sue dimissioni. Succederà molto probabilmente dopo il Consiglio dei ministri convocato per le 9. Un ultimo passaggio dovuto, prima di rimettere il mandato e valutare insieme al presidente Mattarella come andare avanti.

A quel punto sono soltanto due le ipotesi sul tavolo. Quella più probabile è un nuovo incarico ancora a Conte per un terzo governo guidato dall’avvocato pugliese. Meno scontata invece l’ipotesi di elezioni, anche se il premier dovrà dimostrare concretamente di avere una maggioranza solida.

Per tutto il giorno il Pd ha ribadito di non aver fatto nessuna richiesta formale al premier perché chiarisse la sua posizione di fronte a Mattarella. Ma aò tempo stesso è chiaro che on l’attuale maggioranza governare è impossibile. Quindi tutti ora stanno aspettando le prossime mosse di Matteo Renzi per capire se Italia Viva andrà realmente all’opposizione. Ma il rifiuto dell’Udc di far parte dei ‘responsabili’, comunicato ufficialmente oggi, non  apre le porte a molte altre ipotesi.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Berlusconi: “Nessun sostegno a Conte da Forza Italia”

Crisi di governo, la maggioranza compatta con Conte. Salvinio chiede nuove elezioni

covid salvini
Matteo Salvini cheìiede il ritorno alle urne (Getty Images)

Ma come valutano questa fase cruciale i partiti della maggioranza e dell’opposizione? I 5 Stelle sono compatti al fianco del premier e lo hanno ribadito con una nota negli ultimi minuti i capigruppo di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle, Davide Crippa ed Ettore Licheri. “Il passaggio per il cosiddetto Conte ter è ormai inevitabile ed è l’unico sbocco di questa crisi scellerata. Un passaggio necessario all’allargamento della maggioranza”.

E sempre in queste ore il capo delegazione del Pd, Dario Franceschini (attuale ministro per i Beni Culturali) ha convocato una riunione dei ministri democratici più il segretario nazionale Nicola Zingaretti. Entrambi spingono per la nascita di un governo autorevole e che guardi all’Europa.

Forza Italia e Udc invece hanno annunciato di non voler votare la fiducia, ma di fronte ad un governo do unità nazionale potrebbero dare l’appoggio. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, “Conte avrebbe già dovuto dare ed è ora di ridare parola al popolo”. La palla passa al presidente Mattarella, domani ne sapremo di più.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui