Richetti (Azione) a iNews24: “Se Conte lascia, sì ad un governo tecnico. Ciampolillo è più pericoloso delle elezioni”

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Matteo Richetti
Matteo Richetti (@Facebook)

Il senatore del Gruppo Misto, in quota Azione, Matteo Richetti, auspica un passo indietro del premier per far spazio ad un governo di larghe intese, a guida Draghi o Cottarelli: “Conte ora si dichiara europeista, ma era il premier di Salvini”. Molto duro anche il giudizio su Bonafede, alla cui relazione in parlamento voterà no: “Sta distruggendo l’impianto giuridico garantista”

 

Nonostante le polemiche e i veti incrociati, una maggioranza, seppur molto esile in Senato, il governo è riuscito ad ottenerla. La domanda forse oggi è quanto riuscirà a mantenerla?

“Esiste una maggioranza relativa e la parola “relativa” afferisce ai parlamentari presenti in quel momento in aula. È abbastanza curioso pensare di poter governare senza avere una maggioranza assoluta dei componenti dei rami del parlamento, dal momento che ci sono alcune votazioni che hanno bisogno di una maggioranza qualificata e un governo che non è in grado di assumere alcuni provvedimenti perché non ha i numeri risulterebbe quantomeno bizzarro. Aggiungo che l’esecutivo è riuscito a raggiungere questa maggioranza con il contributo dei senatori a vita, un sostegno importante e legittimo tanto quanto gli altri membri del Senato, ma che difficilmente può garantire una partecipazione continua ed assidua”

Ma non è proprio per questo che il governo sta lavorando, per ampliare il sostegno parlamentare?

“La questione non è solo numerica, c’è una questione che è anche politica: non si può perdere una forza parlamentare importante, come era Italia Viva per questa maggioranza,  e far finta che non sia successo niente. Un governo non può reggersi senza avere una stabilità e non è un caso che anche il Capo dello Stato abbia fatto più di un riferimento in questo senso”

Quindi, secondo lei cosa dovrebbe fare il presidente Conte?

 “Al netto delle considerazioni che ognuno di noi può  aver maturato su questa crisi tanto assurda e paradossale, il discorso è molto semplice: di fatto la difficoltà politica non è superata, quindi o si trovano molto rapidamente i numeri per una maggioranza solida, oppure è bene che il presidente Conte lasci, permettendo a questa maggioranza di allargarsi intorno ad un altro nome”

La relazione sulla giustizia di Bonafede

Sfiducia Bonafede
Alfonso Bonafede (photo Getty Images)

Mi pare di capire che anche lei, come Italia Viva, voterà contro la relazione che il ministro Bonafede presenterà in parlamento la prossima settimana 

“In vita mia, non ho mai utilizzato una mozione di sfiducia personale… fatta eccezione per il ministro Bonafede. Dal mio punto di vista, sta operando totalmente al di fuori del perimetro della Costituzione, sostituendo all’impianto garantista, uno di stampo giustizialista. Non mi riferisco solo ai termini della prescrizione, ma complessivamente ad un’idea di giustizia che è lontana anni luce dalla mia”

In nessun modo quindi Azione potrebbe mai raccogliere gli inviti di questa maggioranza per un governo di scopo?

“L’abbiamo detto molto chiaramente, possiamo escludere in ogni modo che Azione possa appoggiare il Governo Conte. Per ciò che ci riguarda, abbiamo dato già la disponibilità a far parte di uno schieramento largo, che escluda ovviamente i nazionalisti , sovranisti ed antieuropeisti, guidato da figure importanti e riconosciute come Draghi o Cottarelli. Sono questi i profili di cui abbiamo bisogno, non di chi si proclama liberale ed europeista, come ha fatto Conte, dopo aver fatto il premier per conto di Salvini”

Passo indietro di Conte o elezioni anticipate

Conte
Crisi di Governo, la Camera conferma la fiducia a Conte: domani al Senato (Foto: Getty)

È quindi un problema che riguarda il premier Conte?

“Non siamo dei marziani, sappiamo che il Paese ha bisogno di un governo e che non ci siamo lasciati ancora alle spalle né la crisi sanitaria né quella economica. Sappiamo cos’è  l’esercizio della responsabilità, chiediamo solo di unirlo a quello della coerenza e con Conte questo non è possibile

E nel caso in cui questo esecutivo tecnico non si costituisse,  sareste disposti ad affrontare anche le elezioni anticipate? Non sarebbe in qualche modo un rischio in questo momento per il Paese?

“È evidente che tornare al voto in questo momento sarebbe una scelta difficile e per certi versi pericolosa, ma sinceramente trovo che Ciampolilo sia più “pericoloso” delle elezioni. Non prendiamoci in giro, una strada alternativa ci sarebbe, basterebbe prendere l’attuale maggioranza, compresa Iv, Azione, + Europa, un pezzo di Forza Italia, e farla guidare da Mario Draghi…già saremmo a 200 senatori. Di Maio parla di “coalizione Ursula”, ma questa coalizione vuole davvero farla intorno al premier che tifava per Trump?”

Sono in molti a reclamare la rappresentanza dei moderati, liberali e riformisti, più o meno tutti gli attori che ha chiamato in causa prima, più un potenziale partito del premier. Erano anni che i centristi non avevano tutta questa visibilità ed importanza nello scacchiere politico, ma dal punto di vista elettorale non temete tutto questo affollamento ?

“Non mi sento di “centro”, anzi sono molto più di centrosinistra io che il Pd. È la sinistra che si è persa per strada e invece di fare “il partito del lavoro”, ha fatto il reddito di cittadinanza e fa crollare l’impianto giuridico basato sul garantismo; non si può prima prendere a riferimento Beccaria e poi votare Bonafede. Capisco la semplificazione della geometria politica, ma per definire questo governo una coalizione di centrosinistra ci vuole un bel fegato e forse anche una certa dose di malafede”

 

 

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