Twitter, bloccato account dell’ambasciata Cina in Usa: il post incriminato

0

Arriva il secondo blocco di rilevanza di Twitter, che sospende l’account dell’ambasciata della Cina in Usa. Andiamo a vedere il post incriminato. 

Twitter ambasciata Cina
Nuova sospensione da parte del social americano (Screenshot)

Il social amercano Twitter continua con la sospensione di profili importanti che vanno contro le policy dell’app, infatti nelle ultime ore ha sospeso l’account dell’ambasciata della Cina in Usa. Un post ha scatenato la rabbia della piattaforma di Jack Dorsey. Il messaggio riguardava infatti le donne uigure, etichettate come “non più macchine per bambini”. Un post mirato, pronto a difendere le politiche di Pechino nello Xinjiang.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Trump saluta la Casa Bianca: “Quattro anni incredibili, abbiamo fatto tanto”

Ma il post pubblicato in questione va contro la giusta regola sulla “disumanizzazione” imposta dalla piattaforma social. Questo non è altro che la seconda sospensione di rilevanza nell’ultimo mese. Infatti è balzata tra le notizie di cronaca mondiale, il blocco dell’attivissimo account del 45esimo presidente americano Donald J.Trump. Andiamo quindi a vedere il perchè dell’ultimo provvedimento messo in atto dal social americano.

Twitter blocca l’accounta dell’ambasciata della Cina in Usa: il motivo

Twitter ambasciata cina
Nuovo provvedimento per il social di Jack Dorsey (via Twitter)

Nei giorni scorsi, dopo aver visionato diversi tweet, il social di Jack Dorsey ha deciso di sospendere l’account @ChineseEmbinUS, ossia quello della rappresentanza diplomatica cinese negli Usa. Infatti il post incriminato affermava che le donne di etnia uigura non erano più “macchine per bambini“, mettendo dentro i numeri di uno studio condotto dal quotidiano statale China Daily. A sostituire il tweet, come sempre accade in queste occasioni, ci ha pensato un’etichetta riguardante la sua indisponibilità.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Crisi di governo, Von der Leyen: “C’è bisogno di stabilità per affrontare la pandemia”

L’ambasciata della Cina negli Usa, però, non ha ancora risposto a quanto accaduto, con l’ultimo tweet che risale al 9 gennaio. Una decisione, come detto in precedenza, arrivata a pochi giorni dalla rimozione dell’account di Trump, che vantava oltre 88 milioni di followers. Anche in quell’occasione, Twitter ha prima etichettato come fake news alcuni tweet, poi ne ha cancellati degli altri ed infine ha deciso di rimuovere dalla piattaforma il presidente, visto il continuo violare i termini di servizio. Vedremo se l’ambasciata cinese chiederà spiegazioni al social sul provvedimento,

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui