Indagato per evasione nascondeva un milione sotto il letto: l’operazione

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Dopo un’operazione della Guardia di Finanza, le Fiamme Gialle scoprono un uomo che nascondeva un milione sotto il materasso: indagato per evasione.

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Operazione dei finanzieri nel campano (Foto: Facebook)

L’ultima operazione della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine coordinata dall Procura di Nocera Inferiore ha dell’assurdo. Infatti un indagato per evasione nascondeva ben un milione di euro in contanti sotto al materasso. L’operazione delle Fiamme Gialle si è svolta a casa padre di un imprenditore del Salernitano, da tempo sotto i radar dei finanzieri.

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Nell’operazione, inoltre, era coinvolta una società di Castel San Giorgio operante nella distribuzione di carburanti. Nel mirino c’era proprio il suo proprietario, che secondo gli inquirenti aveva messo in moto un complesso meccanismo di evasione dell’Iva. Il tutto avveniva per mettere sul mercato dei carburanti a prezzi vantaggiosi rispetto alla concorrenza. Andiamo quindi a vedere come hanno agito i finanzieri contro l’imprenditore.

GdF, nascondeva un milione sotto al materasso: il caso a Nocera Inferiore

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La Guardia di Finanza durante l’operazione nel salernitano (Foto: Facebook)

L’inchiesta della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore è durata diversi mesi, prima di far partire la perquisizione in casa del padre dell’imprenditore. Una mossa vincente quella dei finanzieri, che sono riusciti a ritrovare oltre un milione d’euro in contanti, nascosti sotto ad un materasso.

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Il sistema utilizzato dall’imprenditore era il più classico delle società di cantiere, ossia intestare la società esistente sulle carte ad un prestanome. Poi venivano presentati documenti i commerciali falsi, il tutto per sfruttare il regime degli esportatori abituali ed acquistare prodotto in esenzione di imposta. Durante l’operazione i finanzieri sono riusciti a ritrovare del denaro nei posti più disparati.

Dopo il sequestro della grande somma di denaro, il padre dell’imprenditore è stato denunciato per ricettazione. Inoltre sia il padre che l’imprenditore hanno tentato in tutti i modi di impossessarsi nuovamente della somma di denaro, ricorrendo prima al tribunale del Riesame e poi alla Corte Suprema. Così è toccato alla Cassazione che ha chiuso ogni discussione confermando il sequestro.

 

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