Caso Chindamo, la figlia: “Ci appelliamo alla parte buona della Calabria”

0

Caso Chindamo, le rivelazioni del pentito Antonio Cossidente sono state commentate dalla figlia della vittima, raggiunta dai giornalisti di Chi l’ha visto. 

Twitter

Le rivelazioni del pentito Antonio Cossidente, laddove fossero confermate, raccontano di come Maria Chindamo, scomparsa nel maggio del 2015, sia stata uccisa in modo orribile, in perfetto stile mafioso. La donna infatti, sarebbe stata rapita, uccisa e in seguito data in pasto ai maiali. Una scena che la figlia, Federica Punturiero, sarà purtroppo costretta a rivivere nella sua mente, come ha spiegato ai microfoni della trasmissione “Chi l’ha visto”. “Ho immaginato la scena, per me è stato terribile”, questo il suo commento e d’altronde non potrebbe essere altrimenti per un caso che negli ultimi grazie alle dichiarazioni di Cossidente sembra essere arrivato a una punto di svolta. 

Leggi anche: Coniugi scomparsi, macchie di sangue all’interno dell’auto di famiglia

Caso Chindamo, decisive le dichiarazioni del pentito Cossidente

Twitter

La famiglia Chindamo ha un disperato bisogno di giustizia, di riuscire finalmente a sapere come e perché la donna sia stata uccisa. Di qui l’appello alla parte “buona” di una regione, la Calabria, che da sempre si ritrova a fare i conti con una legalità soltanto apparente, in cui la mafia e il sistema di omertà che la sorregge, spadroneggia incontrastata. 

Leggi anche: Caso Chindamo, archiviate le accuse nei confronti di Rocco Ascone

Maria Chindamo era un’imprenditrice agricola scomparsa nel nulla nel maggio del 2015. Immediata fu l’ipotesi di una violenta aggressione, anche perché gli inquirenti all’interno della sua auto trovarono delle chiazze di sangue che sembravano confermare questa tesi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui