Crisi Governo, Conte sfida il voto delle Camere: la situazione

0

Continua la crisi del Governo, con il premier Giuseppe Conte che studia la strategia da adottare durante l’intervento alle Camere: numeri ancora troppo risicati.

Crisi Governo Conte
La strategia del Presidente del Consiglio (Facebook)

Dopo un vertice di maggioranza durato un’ora, il premier Giuseppe Conte non ha rilevato sostanziali novità e con i numeri si naviga a vista. Infatti il Presidente del Consiglio ha cercato la strategia da portare nelle Camere durante la giornata di martedì, quando interverrà sia alla Camera che al Senato. Dalla maggioranza, una voce afferma che verranno approvate le conclusioni del Presidente, ma c’è preoccupazione sulla tenuta. Infatti i 161 sì non torneranno utili ora, ma nel prossimo futuro su temi come lo “sforamento di bilancio” e sul “Recovery Fund“.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Fedeli (PD) a iNews24: “Superare eccessiva personalizzazione su Conte, meriti di tutto il governo”

Così il Governo potrebbe anche superare i voti dell’opposizione, ma i dubbi rimarrebbero comunque tantissimi. Però dalla maggioranza in molti ricordano che in passato sono stati tanti i governi che sono andati avanti con la maggioranza relativa. L’esempio più famoso quello di Berlusconi, che dopo la rottura con Fini riuscì ad ottenere 314 “sì” alla Camera, approvando la manovra e lasciando il testimone a Monti dopo un anno. In quell’occasione il Cavaliere ce la fece per tre voti, 314 sì contro i 311 no.

Crisi di governo, Conte pronto a continuare: cosa sta succedendo

Crisi governo Conte
Cosa sta succedendo al Governo (Foto: Getty)

La decisione di non annunciare le dimissioni, però, fa intendere che il premier Conte è pronto a continuare, evitando anche un Conte ter. Inoltre il Presidente del Consiglio ha deciso di evitare anche la soluzione dei “Responsabili“. Infatti la strategia del gruppo era quella di convincere Conte alle dimissioni per poi unirsi alla maggioranza. Così la politica italiana studia la sua strategia.

POTREBBE INTERESSARTI >>> Garavini (IV) a iNews24: “Offerti posti in cambio del voto di fiducia a Conte”

Infatti da una parte Meloni (Fdi) afferma che l’unica soluzione è il voto, mentre dall’altra i giallo-rossi (Pd-M5S) sono pronti a stringere sui numeri. Tra coloro che lavorano al dossier troviamo la Lonardo, il ‘capitano’ De Falco, nell’elenco pure l’ex M5s Di Marzio. Mentre resta l‘indecisione per gli ex pentasellati Martelli, Ciampolillo e Drago, che come i renziani potrebbero astenersi dal voto.

Ma seppur si raggiungesse il numero, il vero problema resta la fiducia ‘politica’, non numerica. Infatti nella maggioranza c’è la convinzione che alla fine risulteranno decisivi i voti dei senatori a vita. Al momento la roccaforte del premier sono Pd, M5S e Leu. Ma anche tra i pentastellati non sono pochi coloro chenutrono forti perplessità sulla strategia del premier Giuseppe Conte. Così martedì si capirà se sarà possibile trovare una soluzione al Crisi o se si aprirà un Conte-ter o addirittura la strada del voto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui