Crisi di governo, martedì il verdetto definitivo: le mosse di Conte

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Crisi di governo, martedì il verdetto definitivo del Parlamento: le mosse del premier Conte per salvare l’intesa

Giuseppe Conte (Getty Images)

Lunedì 18 alla Camera, martedì 19 al Senato e poi il voto che dovrebbe arrivare entro la serata. Il futuro del secondo governo Conte è appeso ad un filo e alla scelta dei parlamentari, con un’incertezza che al momento non permette di fare previsioni.

Oggi intanto il premier ha confermato che vuole andare avanti e fare la conta, anche se sa che l’appuntamento in Parlamento può essere letale, Farà le sue comunicazioni in Parlamento e intanto nel pomeriggio ha incontrato Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica intanto ha firmato il decreto con il quale accetta le dimissioni rassegnate da Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto.

Tra lunedì e martedì il Parlamento decide (Getty Images)

Prossimo passo quindi sarà la questione di fiducia, martedì dalle 9.30. In tutto un massimo di 9 ore, durante le quali ci sarà anche la necessaria sanificazione delle aule. Ma intanto sono cominciate manovre, colloqui e lavori per trovare i ‘costruttori’, quelle figure di parlamentari che al contrario di Italia Viva intendono portare avanti la missione del governo Conte.

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Nuovo governo Conte, la posizione del Movimento 5 Stelle e di Italia Viva

La linea è tracciata, oggi lo hanno sottolineato tutte le componenti di quella che è stata la maggioranza. Secondo Vito Crimi, capo politico del M5S, l’esperienza insieme a Matteo Renzi è da archiviare e dimenticare. Ora si tratta di vedere se ci saranno parlamentari che abbiano a cuore la sorte del Paese. In caso contrario “la strada maestra è quella del voto, altre soluzioni sono impensabili e impraticabili, compreso un governo tecnico”.

Matteo Renzi (Getty Images)

Ma Italia Viva non arretra e Matteo Renzi non cambia idea. Lo ha confermato questa sera, ospite a ‘Diritto e rovescio’ su Rete 4, spiegando che andare all’opposizione non gli fa paura: “Se non ci vogliono, con molta libertà, noi non diamo la fiducia. Se loro hanno i numeri, questa è la democrazia parlamentare che vince. Ma se i numeri non ce li hanno si andrà al Quirinale e si farà un altro governo“.

Renzi pensa di non avere nulla da rimproverarsi, perché allora il Paese rischiava di finire nelle mani di Matteo Salvini. Ma al tempo stesso sottolinea come nessuno possa pretendere di avere i pieni poteri, nemmeno Conte.

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