Covid, cosa rischiano i lavoratori che non si vaccinano: il punto legale

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Proseguono le vaccinazioni contro il Covid in Italia, con i lavoratori che si preoccupano sul rischio licenziamento per chi non si vaccina: cosa succede. 

Covid lavoratori
Tutti i rischi di chi non si vaccina (Foto: Getty)

La campagna vaccinale in Italia procede a gonfie vele, con il paese che ad oggi è all’ottavo posto nel mondo per numero di vaccinazioni. Ma con il Covid sono sempre più preoccupati i lavoratori scettici sul vaccino e che, nonostante le morti sono pronti a non vaccinarsi. Infatti ad oggi si era diffusa la notizia che chi non si vaccina rischia il licenziamento, proprio per questo motivo, il sito specializzato laleggepertutti.it ha deciso di fare il punto della situazione.

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Infatti ad oggi non c’è alcuna obbligatorietà sul vaccino e proprio per questo motivo sarà molto difficile che un’azienda riesca a licenziare un lavoratore che non ha fatto il vaccino anti-Covid con la scusa che può contagiare gli altri. Ad oggi non c’è alcuna obbligatorietà sulla somministrazione del vaccino e per questo motivo per le aziende sarebbe difficile giustificare un licenziamento.

Inoltre, senza legge di obbligo, il datore di lavoro non può giustificare il licenziamento nè dal punto di vista della salute, nè della sicurezza sul posto di lavoro. Infatti dovrebbe essere lo stesso datore a migliorare le norme di sicurezza. L’unica volontà espressa ad oggi è la creazione di una patente sanitaria che autorizzerà i vaccinati a viaggiare o a partecipare a manifestazioni pubbliche come concerti o ad andare a cinema.

Covid, il vaccino e la situazione dei lavoratori: il punto degli esperti legali

Covid Lavoratori
Le parole degli esperti nel mondo della legge (WebSource)

Stando al sito laleggepertutti.it, gli esperti in ambito si sarebbero divisi in due squadre. La prima squadra sostiene che c’è la concreta possibilità di licenziamento per chi non si vaccina. Infatti, proprio l’articolo 2087 del codice civile afferma: “Il datore di lavoro è obbligato ad adottare tutte le misure suggerite da scienza ed esperienza, necessaire per garantire la sicurezza fisica e psichica delle persone che lavorano in azienda“.

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Mentre per altri non sarebbe possibile arrivare al licenziamento, senza un’apposita norma. Anche se come riporta lo stesso sito esperto in giurisprudenza, ci deve essere una cooperazione tra datore di lavoro e lavoratore, per garantire la massima sicurezza. Questo apre un altro scenario, ossia quello della responsabilità disciplinare in caso di inosservanza agli obblighi dettati.

Inoltre a favore del licenziamento spunta anche un’ultima norma che afferma: “Il lavoratore sarebbe inidoneo a qualsiasi attività, poiché potenzialmente infetto, dunque deve essere licenziato“. Nei prossimi mesi quindi si accenderà sempre di più il tema, con il rischio di un conflitto interno nei vari ambienti lavorativi.

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