Scuole, ex ministro Fioramonti a iNews24: “Azzolina chieda scusa e affronti i problemi veri”

L'ex ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca non esclude un possibile rimpasto del Governo Conte e ritiene che la ministra Lucia Azzolina non abbia affrontato, durante tutta l'emergenza Covid-19, le questioni importanti riguardanti l'istruzione.

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Siamo davvero sicuri di poter garantire la massima sicurezza nelle scuole, o stiamo guardando dati parziali, incompleti, su cui è anche difficile fare una valutazione scientifica?”, si chiede l’onorevole Lorenzo Fioramonti, sulla riapertura delle scuole dopo le festività natalizie. L’ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non esclude un rimpasto del Governo che a suo dire, pecca di poca organizzazione. Inoltre ritiene che la ministra Lucia Azzolina non abbia affrontato, durante tutta l’emergenza Covid-19, le questioni importanti riguardanti l’istruzione.

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Il dibattito sulla data di riapertura

Sulla riapertura delle scuole ci sono pareri discordanti. Le Regioni vorrebbero riaprirle in giorni diversi, alcune l’11, altre a fine gennaio. Il Comitato Tecnico Scientifico non ha evidenziato particolari rischi.
Credo che ci sia un problema di autorevolezza del Governo, che purtroppo in un anno ha perso tempo dietro a problemi finti come i banchi e non è intervenuto invece, su questioni vere. Quando un Governo è autorevole e prende decisioni in modo chiaro, è anche difficile contestarle. Ed è difficile per un governatore, fare di testa sua. Il Cts si esprime su dati che, l’hanno ammesso, sono incompleti. Tra l’altro non sono pubblicati e non è possibile fare un lavoro serio di analisi. I presidi, per esempio, continuano a dare informazioni molto diverse”;

Lorenzo Fioramonti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca fino a dicembre 2019 - Getty Images
Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fino a dicembre 2019 – Getty Images

Lei è d’accordo o no a riaprire le scuole?
In questo momento mi trovo in Germania. Qui c’è un sistema di tracciamento migliore del nostro, un programma di vaccinazione molto più efficace. Ieri Angela Merkel ha annunciato che tutte le Residenze sanitarie assistite (Rsa) e gli ospedali hanno già vaccinato i loro dipendenti e i pazienti. Eppure la cancelliera ha chiuso tutte le scuole fino alla fine di gennaio. Noi non abbiamo un piano vaccini altrettanto efficiente, abbiamo classi composte da più di venti studenti, strutture scolastiche che non sono meglio organizzate che in Germania: siamo davvero sicuri di poter garantire la massima sicurezza nelle scuole, o stiamo guardando dati parziali, incompleti, su cui è anche difficile fare una valutazione scientifica? Io aprirei le suole, ma in piena sicurezza”;

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Fioramonti: “Azzolina lasci le scuole in Dad e lavori per riaprirle a fine gennaio”

Cosa farebbe lei al posto della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina?
Chiederei scusa pubblicamente perché abbiamo perso un anno, ma la pandemia ci ha colto di sorpresa. Lascerei le scuole in Dad fino alla fine di gennaio e intanto lavorerei sulle questioni vere, per poter riaprire il primo febbraio in sicurezza e non con le finestre aperte per far circolare l’aria. Aggiornerei gli italiani tutti i giorni su quello che sto facendo. Tra le questioni vere ci sono i sistemi di sanificazione e la carenza di personale. Si è impuntata su cose banali, mentre avrebbe dovuto fare una chiamata alle armi degli insegnanti, per combattere insieme una sfida epocale. In questo modo avrebbe guadagnato la loro stima e il rispetto. Abbiamo, purtroppo, un vertice ministeriale che non è stimato dal proprio esercito”;

Scuola azzolina
Scuola, le parole della ministra Lucia Azzolina (Foto: Getty)

L’appello di docenti e parlamentari: “Necessario un protocollo unico nazionale”

Lei è firmatario di un appello al governo, insieme a docenti e altri parlamentari. Avete chiesto l’adozione di un protocollo unico nazionale per la riapertura delle scuole 
Si tratta dell’ennesimo appello fatto da un anno a questa parte. In questo specifico caso parliamo di priorità che possono essere realizzate rapidamente. Per prima cosa, chiediamo un protocollo nazionale per il tracciamento dei contagi e della quarantena. Ad oggi, dopo un anno, ogni scuola, ogni Asl segue modalità incoerenti, non organiche e non strutturate su come gestire il tracciamento dei contagi e la quarantena. I presidi si ritrovano a dover cambiare le procedure da una settimana all’altra e non hanno il tempo di organizzarsi. Quindi chiediamo un protocollo nazionale, in accordo con le Regioni, in modo che tutti sappiano cosa fare quando c’è un contagio, come interagire e come comunicarlo. Un’altra cosa che suggeriamo ormai da tempo è installare in ogni aula un sanificatore dell’aria in continuo, che permetterebbe di chiudere le finestre durante l’inverno. È vergognoso che mentre fuori ci sono zero gradi, gli studenti debbano stare in aula col giubbotto, la mascherina e le finestre aperte. Questo apparecchio si potrà usare anche quando la pandemia da Covid-19 sarà terminata. Infine, chiediamo di intervenire su un protocollo per la Dad, mettendo a disposizione un’unica piattaforma nazionale. Dall’anno scorso, le piattaforme utilizzate sono tutte diverse, hanno problemi di privacy e di accesso. Lo sappiamo, la didattica a distanza, che viene ormai chiamata Didattica digitale integrata, sarà parte della scuola, anche dopo il Covid. Quindi è meglio cominciare a prepararci”;

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Fioramonti: “Se non efficace, il Governo va cambiato”

Il dibattito sulla riapertura delle scuole sembra essere entrato appieno nella possibile crisi di governo. Secondo lei, in piena pandemia e con tutte le problematiche che ci sono, è prudente un cambio dei vertici?
Penso che i governi debbano continuare ad operare quando dimostrano efficacia, altrimenti devono essere sostituiti o modificati, almeno in parte. Il punto è se, durante la pandemia, il Governo con questa conformazione riesca ad essere efficace. Se no, cambiarlo è responsabilità di tutti”;

Covid cabina regia
Il premier Giuseppe Conte ha parlato alla Cabina di Regia(Foto: Facebook)

Cosa, secondo lei, ha sbagliato e sta sbagliando il governo Conte?
Il modo anche superficiale con cui il governo ha trattato la chiusura della scuola in tempi non sospetti. Si è ritrovato in piena crisi con un sistema fragile di precari e strutture fatiscenti. Il Covid ha dato ragione a chi prima diceva di investire di più sulla scuola. Ha poi sbagliato a coordinare male l’attività di governo, a non volersi organizzare prima, a fare una task-force dopo l’altra senza capire perché la facesse. Ha convocato passerelle su passerelle, più per ottenere consensi che preparare il Paese ad affrontare la crisi. Oggi ci ritroviamo con un piano vaccinale lento e scuole fragili rispetto a qualche anno fa. L’errore del Governo Conte è soprattutto la mancanza di capacità organizzativa”;

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Cosa le manca della scuola?
Mi rattrista vederla abbandonata, senza punti di riferimento. Penso che dopo tanti anni, abbia perso la capacità di essere una leva di cambiamento. Prima trasformava i braccianti in cittadini attivi, oggi lo fa molto meno. Bisognerebbe recuperare quel senso di consapevolezza, di coscienza. Penso – da vice ministro e da ministro – di aver dato degli spunti affinché la scuola ritrovasse fiducia in se stessa. Mi dispiace però, che la politica non abbia voluto ascoltare e ancora oggi dimostri di non saper ascoltare, perché con le parole si può andare avanti fino ad un certo punto, ma poi si deve dare sostanza agli impegni. La scuola si sente tradita, ma è tutta la mia vita e io (quando ero ministro ndr.) non ho voluto tradirla. Mi dispiace invece, che la politica non abbia alcun problema a farlo”.

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