Riapertura scuole, l’appello di parlamentari e insegnanti: “Senza un protocollo nazionale, sappiamo dei contagi sui social”

“Con urgenza, chiediamo l'adozione di un protocollo unico nazionale” in occasione della riapertura delle scuole. Con una lettera indirizzata ai ministri dell'Istruzione e della Salute, Lucia Azzolina e Roberto Speranza, genitori, insegnanti e parlamentari hanno lanciato un appello per la riapertura delle scuole in estrema sicurezza.

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.“Con urgenza, chiediamo l’adozione di un protocollo unico nazionale” in occasione della riapertura delle scuole. Con una lettera indirizzata ai ministri dell’Istruzione e della Salute, Lucia Azzolina e Roberto Speranza, genitori, insegnanti e parlamentari hanno lanciato un appello per la riapertura delle scuole in estrema sicurezza. Lo scopo è, come si legge nel documento, “evitare la diffusione del contagio, continue chiusure, quarantene e frequenti rallentamenti dell’attività didattica”.

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Riapertura scuole: tra i firmatari dell’appello, Lorenzo Fioramonti ex ministro dell’Istruzione

Lorenzo Fioramonti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca fino a dicembre 2019 - Getty Images
Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fino a dicembre 2019 – Getty Images

Hanno aderito all’appello anche alcuni nomi noti, come lo scrittore Jacopo Fo e Lorenzo Fioramonti, ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fino a dicembre 2019. “Per non ripetere gli errori commessi a settembre – si legge sempre nel documento – il primo elemento da considerare è il ripensamento del caotico meccanismo di triangolazione tra famiglie, autonomie scolastiche e Asl per la comunicazione e presa in carico dei casi di positività in ambito scolastico”.

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La richiesta: “Unico database dei contagi da Covid”

Programmazione e metodologie ad hoc per garantire la sicurezza degli studenti e degli insegnanti ed affrontare il ritorno a scuola in tutta sicurezza: “Riteniamo sia fondamentale un unico database nazionale, dei contagi Covid-19 rilevati nelle scuole, nel rispetto delle normative sulla privacy, con dati certi, aggiornati e resi pubblici. Sui quali potranno essere svolti studi indipendenti a supporto delle misure di contenimento che si potranno rendere necessarie, vista anche la mutabilità del virus”.

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“Protocollo unico nazionale da condividere tra le Regioni”

Jacopo Fo, scrittore - Foto Facebook
Jacopo Fo, scrittore – Foto Facebook

I firmatari chiedono un protocollo unico nazionale, da condividere tra tutte le Regioni, per evitare difformità nelle scelte delle varie Asl. “Non è più tollerabile venire a conoscenza di studenti o insegnanti contagiati attraverso messaggi sui social network o comunicazioni informali – si legge nel documento indirizzato ai ministri – Non è più accettabile che ogni Asl agisca in modo autonomo e quindi si presenti perfino il caso in cui, in una stessa classe, i contagiati seguono protocolli diversi in quanto appartenenti ad Asl differenti”.

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Riapertura scuole con “sistemi di sanificazione e meno studenti in aula”

Genitori, insegnanti e parlamentari chiedono anche di “collocare sistemi di sanificazione in continuo dell’aria e di realizzare tutte le misure possibili per ridurre il numero di studenti nelle aule al di sotto delle venti unità”.
Infine, chiedono un impegno sulla Dad e Ddi, creando “una piattaforma pubblica e nazionale o una seria regolamentazione delle diverse piattaforme. Affinché la didattica digitale non sia vista come un ostacolo da evitare a tutti i costi, ma uno strumento di supporto all’apprendimento degli studenti. Tanto in questo contesto di emergenza quanto come futuro investimento a integrazione della didattica in aula”.

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