Covid-19, Burioni: “Governo via subito senza un piano vaccini tempestivo” 

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Covid-19, vaccini in tempi rapidi o via subito: Roberto Burioni mette alle strette il governo Conte e fa chiarezza sul prodotto medico. 

Burioni

Se il governo ora non riuscirà a creare una rete rapida ed efficiente per la distribuzione del vaccino anti Covid-19, è giusto che si faccia da parte: è quanto sostiene Roberto Burioni senza mezzi termini. L’esperto, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si è pronunciato con schiettezza attraverso il proprio account Twitter.

Covid-19, Burioni ‘avvisa’ il governo sui vaccini

“Se il governo non riesce a garantire una vaccinazione tempestiva dei cittadini se ne deve andare. Subito. Ci sono difficoltà oggettive di approvvigionamento ma al netto di queste ritardo può essere tollerato”, evidenzia infatti il docente. Un concetto ribadito anche poche ore più tardi dallo stesso canale: “Non sarebbe accettabile da parte del Governo chiedere il minimo sacrificio agli italiani in presenza di ritardi e disorganizzazione nella vaccinazione anti COVID-19. Questa è la mia opinione di semplice cittadino”. 

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Un’idea chiara insomma, forte anche di quanto sta accadendo nel frattempo in altri Paesi: “In Israele hanno già vaccinato il 30% degli ultra sessantenni, il 7,4% della popolazione totale e ogni giorno vaccinano l’1,7% della popolazione. Si può fare. Nessun ritardo può essere tollerato”. Quindi nessuna giustificazione per Burioni: ora che il vaccino è stato finalmente approvato, nulla potrà giustificare ritardi o rallentamenti. E’ piuttosto una corsa contro il tempo e bisogna raggiungere quanto prima la più alta percentuale possibile di immunizzazione.

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Il virologo ne ha poi approfittato per ribadire un concetto chiave nell’ambito vaccini, ovvero che servono giorni dopo l’iniezione prima di sviluppare gli anticorpi. Lo ha evidenziato in virtù di alcune notizie che giungono dall’esterno e che parlano di persone risultate positive dopo il vaccino: “Ripeto fino alla nausea: nessun vaccino può offrire una protezione prima di 15 giorni dalla sua somministrazione. È inutile cercare di spaventare le persone: per produrre anticorpi il nostro organismo ci mette del tempo. Fatevene una ragione”.

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