Nobili (Italia Viva) a iNews24: “M5s e PD faranno a meno di noi, le elezioni non ci spaventano”

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Luciano Nobili (da Facebook)

In vista dell’incontro di domani tra la delegazione di IV e il ministro Gualtieri, il deputato di Italia Viva, Luciano Nobili, difende l’aut aut di Renzi e attende la prossima mossa del premier: “È giunto il momento di compiere scelte importanti”. Sulla caduta dell’esecutivo e su possibili scenari alternativi all’attuale maggioranza: “Non credo che l’orizzonte sia quello delle urne”.

 

Onorevole, dopo settimane di minacce reciproche, incontri e accuse di bluff, siamo davvero arrivati all’ultimo atto di questa crisi di governo?

 “Questo dovrebbe chiederlo al presidente Conte non a me”

Eppure quello che ieri Renzi ha lanciato durante la sua conferenza assomigliava parecchio ad un ultimatum.

“Le spiego, noi non ragioniamo sulla battaglia politica quotidiana, ma sull’orizzonte del Paese.  Non parliamo di rimpasti o di poltrone, a noi interessa soltanto che questi 209 miliardi, equivalenti a 10 manovre finanziarie, vengano spesi nell’interesse del Paese, con interventi strutturali che permettano di far fronte al grande debito pubblico che questo investimento genererà. Chi non è d’accordo deve dirlo adesso. Ecco perché riteniamo fondamentale che gli impegni che oggi stiamo per assumerci davanti all’Europa, debbano essere condivisi prima di tutto con il governo e con il parlamento”

Cosa è cambiato rispetto a pochi  giorni fa, quando la ministra Bellanova uscendo dall’incontro con Conte aveva dichiarato che “erano stati fatti dei passi in avanti”?

“Erano passi avanti sul metodo, in particolare sulla cabina di regia. Ora c’è da discutere sul merito di queste scelte”

 

Il C.I.A.O. di Renzi

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Matteo Renzi (via Getty Images)

Intende i 61 punti citati da Renzi che verranno presentati domani mattina nell’incontro con il ministro Gualtieri?

“Sì, esattamente. Si tratta di 61 contestazioni puntuali al piano presentato da Conte: dagli appena 9 miliardi per la sanità, ai soli 3 miliardi destinati al turismo. E poi ci sono le nostre controproposte, perché non ci limitiamo a dire “non va bene”, ma abbiamo le nostre idee che riteniamo possano dare un contributo importante al dibattito che stiamo cercando di portare avanti”

Anche se lei parla di discussione ancora aperta, a molti quel “CIAO” pronunciato ieri da Renzi ha ricordato l’ormai celebre “stai sereno” rivolto a Enrico Letta nel 2014.  Acronimo a parte, era davvero l’allusione ad un prossimo congedo dall’esecutivo?

C.I.A.O. è semplicemente un acronimo che parla di cultura, infrastrutture, ambiente ed opportunità, poi ognuno è libero di leggerci ciò che vuole. Come le ho detto, sul Recovery abbiamo sempre posto una questione sia di metodo che di merito; ora  quella di metodo è parzialmente risolta, anche perché è apparso chiaro a tutti come questa mole ingentissima di risorse dovesse essere gestita dal governo e dal parlamento e non da una struttura privata. Riguardo al merito invece, è finalmente giunto il momento di compiere quelle scelte importanti che la politica ha l’obbligo di condividere con il parlamento, anche con chi oggi è all’opposizione e magari un domani sarà al governo”

Ma cosa significa in questa fase particolare: “dialogare anche con l’opposizione”?

“Intendo dire che è importante coinvolgere tutte le forze parlamentari e collaborare tutti insieme. Sulla gestione di questi fondi dovrà esserci unità e continuità di intenti, anche tra i governi che si succederanno, altrimenti questi soldi rischieremo di perderli. E dico questo pur sapendo che in realtà, se fosse dipeso da questa opposizione ed in particolare da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, noi oggi quei finanziamenti non li avremmo mai presi”

 

L’ipotesi del ritorno alle urne

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Giuseppe Conte (Getty Images)

Tra i vostri alleati però, c’è ancora chi è convinto che il vostro ultimatum,  se non un bluff sia più una sorta di negoziazione. Sia il Pd che il M5s infatti hanno già dichiarato che, in caso di caduta del Conte-bis, l’unica strada percorribile sarebbe quella del ritorno alle urne, credono forse che i sondaggi e le elezioni possano spaventare più voi che loro?

“Se ben ricordate, quando nel settembre 2019 Italia Viva è nata, avevamo detto che ci saremmo presentati alle elezioni solo nel 2023. Nei mesi successivi invece, ci siamo presentati in tutte le consultazioni regionali a partire dal 2020, figuriamoci quindi se possiamo mai aver paura della scelta dei cittadini. Piuttosto, trovo divertente come nel nostro Paese ci siano ministri che anziché pensare alle loro mansioni, giochino a fare il capo dello Stato, ipotizzando scenari che non gli competono in alcun modo”

E lei invece cosa ipotizza?

“Personalmente, anche  dopo il Conte-bis, non credo che l’orizzonte possa essere quello del ritorno alle urne. D’altronde, è lo stesso premier che in questa legislatura ha prima governato con l’estrema destra sovranista e oggi invece siede con noi e il Pd. Ma davvero crediamo che non si troverà un’altra maggioranza in questo parlamento…?”

Forse una maggioranza per un Conte –ter, ma per quanto riguarda Italia Viva,  qualora arriviate alla rottura con gli attuali alleati di governo con chi cerchereste un’alleanza alternativa in parlamento? Glielo chiedo perché a conti fatti, esclusi PD, M5S e LEU vi rimarrebbe solo il centrodestra…

“Ripeto al momento non serve un’altra possibile alleanza di governo in questa legislatura, qualora poi dovesse presentarsi questo scenario, sarà il Presidente della Repubblica a valutarlo e a prendere le sue decisioni. Abbiamo un grande Capo dello Stato e queste sono le sue competenze, quindi lasciamogliele esercitare senza tirarlo per la giacchetta. Noi invece dovremmo concentrarci un po’ di più su quello che ci compete veramente, come lavorare per migliorare il Recovery Plan. Se Pd, 5stelle e Conte hanno altri progetti, che facciano pure, che presentino le loro coalizioni alternative e vadano avanti. Se siamo d’ingombro vorrà dire che faranno a meno di noi. Ce ne faremo una ragione”

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