Covid-19, Sileri avvisa: “Il vaccino diventerà obbligatorio in un caso” 

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Covid-19, vaccino obbligatorio in un caso: lo annuncia il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Ecco qual è lo scenario e quanto dichiarato dal politico. La polemica sul pro o contro, intanto, impazza. 

Coronavirus Sileri
Le parole del viceministro alla salute sulla situazione Covid-19 (Foto: Facebook)

Vaccino obbligatorio: è questo lo scenario che rischia di stagliarsi lungo l’Italia. A sottolinearlo è Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, intervenuto in queste ore ai microfoni di varie emittenti televisive. “Non illudiamoci che ora tutto si risolva nel giro di poche settimane”, avvisa il politico. Servirà piuttosto: “Un’adesione di massa al vaccino per considerarci salti”. 

Vaccino Covid
Vaccino Covid, la Germania acquista 30 milioni di dosi “private” (Foto: Getty)

Covid-19, Sileri e l’obbligatorietà del vaccino

Ed è proprio qui che subentra il problema, considerando un’alta percentuale che appare ancora scettica e perplessa di fronte al medicinale anti-coronavirus realizzati in tempi record. Il problema è che tra questi figurano anche alcuni elementi del personale sanitario: “Avere medici nella categoria dei no vaX equivale a un fallimento. Per il momento non è previsto un obbligo di iniezione, ma se nei prossimi mesi non dovessimo coprire i due terzi della popolazione allora andrà presa qualche contromisura. Tra queste c’è inevitabilmente anche l’obbligatorietà. Tuttavia non è un problema attuale – evidenzia –, per il momento sono fiducioso”.

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Sileri che nel frattempo ha fatto chiarezza anche sull’ordine gerarchico ora che il vaccino è finalmente giunto in Italia. Ecco quanto indicato via Facebook: “Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ma anche il personale delle residenze per anziani, quindi gli over 80enni e i fragili. Sono queste le categorie che per prime verranno vaccinate contro il Covid”. Se col personale medico il via c’è già stato, a inizio 2021 si procederà dunque con le Rsa per tutelare gli anziani.

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Si tratterà di un numero record e che andrà implementato ulteriormente, come evidenzia il referente politico: “Sono quasi 90.000, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, gli operatori sanitari contagiati da inizio pandemia: credo che dovrà essere fatta qualche modifica, come già anticipato autonomamente da qualche regione, ad esempio inserendo i anche i farmacisti, che hanno avuto dei morti durante la prima ondata, e gli odontoiatri, che operano a contatto diretto con tutti i pazienti”.

 

 

 

 

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