Covid19, Pregliasco a iNews24: “Scuole? Non riaprire tutto insieme”

Secondo il professore Fabrizio Pregliasco, la riapertura delle scuole dopo le feste di Natale dovrà avvenire in via progressiva e la decisione di tornare tra i banchi andrà presa in base all'andamento dei contagi.

Secondo il professore Fabrizio Pregliasco, la riapertura delle scuole dopo le feste di Natale dovrà avvenire in via progressiva e la decisione di tornare tra i banchi andrà presa in base all’andamento dei contagi. Quelli a venire insomma, saranno giorni decisivi. Il virologo dell’Università Statale di Milano – nonché presidente dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi e consulente della rsa del Pio albergo Trivulzio di Milano – è stato uno dei primi lombardi vaccinati contro il Covid-19 domenica 27 dicembre, all’ospedale Niguarda, dove sono arrivate le prime dosi del vaccino Pfizer.

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Ieri è stato un giorno di speranza. Tra quanto tempo potremo dire di essere usciti da questa pandemia?
Dovremo aspettare settembre, se si raggiungerà il 60-70% della copertura che permetterà il controllo della malattia e una riduzione dei malati in modo significativo. Nel frattempo dovremo continuare a indossare le mascherine, anche io lo farò, perché ovviamente c’è un margine di incertezza rispetto alla copertura del vaccino del 5% circa. Inoltre ci saranno ancora soggetti non protetti e comunque sia, sappiamo che una piccola percentuale di chi si è ammalato, è già ricaduto”;

Covid-19 pregliasco
Fonte: Facebook

Il farmaco anti – Covid per chi non può avere il vaccino

Un’altra speranza sembra venire dal farmaco anti Covid con gli anticorpi monoclonali, che permetterebbe agli immunodepressi e a chi ha avuto contatti recenti con contagiati, di potersi comunque proteggere, anche se non possono sottoporsi al vaccino
Si tratta di una terapia immunitaria passiva: anticorpi che sono uno sviluppo dell’uso del plasma. Potrebbe essere usato sia come cura che come prevenzione a breve termine. La vaccinazione, in genere, dà un risultato nel lungo periodo. Questi anticorpi possono proteggere a breve termine, anche in attesa della vaccinazione”;

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Alla luce delle notizie relative al ceppo inglese del Covid-19, crede che sia plausibile l’apertura delle scuole dopo le festività natalizie?
Vediamo via via in questi giorni cosa succede. È necessaria una pianificazione. Una progressiva riapertura sarà molto impegnativa. Ritengo, come si è detto, che non si debba aprire tutto insieme”;

Lei si è vaccinato ieri, come sta?
Sto benissimo, sono tranquillo. Sento un po’ di fastidio se schiaccio sul punto di inoculo, ma è del tutto irrisorio, come una vaccinazione antinfluenzale”;

Al momento, nelle strutture sanitarie di cui si occupa, sono terminate le dosi del vaccino?
Sì, adesso attendiamo il secondo arrivo. Tra questa settimana e la prossima dovrebbero arrivare quattrocentocinquantamila dosi, quindi via via procederemo”;

Un'infermiera dell'Ospedale Niguarda si prepara ad inoculare la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19 presso l'Ospedale Niguarda di Milano, il 27 dicembre 2020 - Foto Getty Images
Un’infermiera dell’Ospedale Niguarda si prepara ad inoculare la prima dose del vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19 presso l’Ospedale Niguarda di Milano, il 27 dicembre 2020 – Foto Getty Images

Tra queste sono incluse anche quelle del richiamo?
Il 18 gennaio, chi si è vaccinato ieri, dovrà sottoporsi alla seconda dose. Bisognerà agire a livello europeo in modo coordinato, facendo in modo che i vaccini giungano a destinazione in via progressiva ed evitando una guerra tra poveri: ad esempio che i Paesi ricchi ricevano più dosi. Il problema si porrà soprattutto per i Paesi in via di sviluppo”;

Covid-19: il piano vaccinale e le misure di contenimento

Il piano vaccinale funzionerà o no?
Confido che funzionerà. Ci sarà più di un vaccino e saranno distribuiti a seconda delle categorie. Ci vorrà comunque un po’ di tempo, ma bisogna avere fiducia. Per vedere i risultati, non si dovrà agire solo sul personale sanitario o i dipendenti pubblici, ma proprio sulla comunità”;

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Come stabilito, le prime dosi erano per anziani e personale sanitario. Ieri però in Campania, il presidente della Regione Vincenzo De Luca si è sottoposto alla vaccinazione, scatenando molte polemiche da ogni parte politica
Forse è stata una scelta un po’ improvvida. Sarebbe stato meglio dare priorità a chi ne ha più bisogno. L’esempio deve venire dai sanitari, io stesso l’ho fatto in pubblico. È anche vero che prendere una decisione di responsabilità politica è difficile, perché ci saranno sempre delle critiche”;

Cosa pensa dei medici e degli operatori sanitari che non vogliono vaccinarsi?
“Questo è legato a dubbi che in genere esistono sulle vaccinazioni in generale ma (vaccinarsi ndr.) è fondamentale ed è una questione di responsabilità personale soprattutto nei confronti dei propri assistiti”;

Ospedale Niguarda Milano - Foto Getty Images
Ospedale Niguarda Milano – Foto Getty Images

Secondo lei le misure di contenimento attuate finora sono state efficaci?
Non esiste un manuale di gestione della pandemia con un lockdown. Il principio scientifico è chiudere tutto ma ovviamente è una cosa che non si può fare. In tutto il mondo si sono tentate modalità diversificate, ma nessuna ha avuto un grandissimo risultato. Penso alla Svezia che non ha predisposto il lockdown, ma ha le terapie intensive intasate. Si cerca un equilibrio molto difficile da trovare tra le esigenze economiche e la sopravvivenza. Il lockdown può fare qualcosa ma non riesce a controllare una malattia come questa che ha tanti soggetti asintomatici. Ha fatto quello che ha potuto, è andato abbastanza bene, però non si riesce ad abbassare la curva dei contagi. Quindi il vaccino sarà fondamentale per uscirne”.