Marsilio a iNews24: “Regione Abruzzo è zona gialla, lo dicono i dati”

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In Regione Abruzzo la scelta del governo di confermare la zona rossa è stata vissuta molto male. Il presidente Marco Marsilio fa il punto della situazione con iNews24

Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo
via Facebook

La Regione Abruzzo e il suo presidente, Marco Marsilio, sono finiti nell’occhio del ciclone delle polemiche nei giorni scorsi. Motivo scatenante è stata la scelta da parte del governo di confermare la zona rossa e contemporaneamente far tornare in zona gialla altre regioni. Il Governatore si era assunto la responsabilità di dichiarare il suo territorio zona arancione e dopo un braccio di ferro con l’Esecutivo davanti al Tar la sua decisione è stata confermata. Marsilio prova a dare una motivazione a queste scelte e fa il punto della situazione con iNews24.

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La Regione Abruzzo è l’unica che il Governo vorrebbe ancora tenere in zona rossa. Lei come se lo spiega? Qual è la situazione, dal suo punto di vista?

“Siamo stati gli unici in zona rossa per un solo giorno, in realtà. Mi ero assunto la responsabilità di anticipare autonomamente l’applicazione della disciplina più restrittiva con l’obiettivo di iniziare senza indugi la cura necessaria a riportare l’Abruzzo in sicurezza. Ho mantenuto l’impegno a riaprire non appena la situazione fosse migliorata e così ho fatto, riaprendo prima dell’Immacolata. Il Governo ha fatto ricorso al Tar e ci ha fatto tornare in zona rossa per un giorno, salvo contestualmente dover riconoscere che avevamo pieno titolo per essere in zona arancione. Ma non voglio fare polemiche, è una fase superata. Oggi i risultati mi hanno dato ragione: i dati relativi ai posti in terapia intensiva e area medica e l’indice Rt, per citare i parametri più importanti, hanno segnato un continuo e significativo calo che certifica come l’Abruzzo abbia le carte in regola per essere classificata come regione gialla.

Governo e CTS sono al lavoro su un piano di chiusure per tutta Italia durante le feste natalizie. Lei ritiene giusta una zona rossa nazionale, soprattutto per una regione come la sua in cui commercianti e ristoratori non hanno lavorato neanche per un solo giorno in zona gialla?

“Commercianti e ristoratori sono stati già abbondantemente penalizzati, se è per questo. Noi, e per noi intendo le Regioni, riteniamo che una collocazione indiscriminata in zona rossa dalla vigilia di Natale alla Befana sia eccessiva, auspichiamo che prevalga il buon senso e venga consentito all’Abruzzo di essere in zona gialla sin da domenica e che, a parte le festività in senso stretto, anche nei giorni che vanno dal 28 al 30 sia consentito a queste categorie di lavorare, sempre nel rispetto delle disposizioni in materia di distanziamento sociale. Sinora va detto che gli abruzzesi hanno dato un’ampia prova di collaborazione in tal senso. Lo dicono i dati”.

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Un bilancio degli ultimi 10 mesi

Coronavirus in Italia
via Getty Images

Come giudica l’azione del governo nel contrasto alla pandemia in questi dieci mesi? Si poteva fare di più o evitare alcune restrizioni?

“Siamo partiti bene, ma è anche vero che all’inizio della pandemia le Regioni del centrosud sono state colpite marginalmente. In estate, se penso agli assembramenti registrati in gran parte d’Italia, c’è stata una sottovalutazione generale sul ritorno del virus. Alcune misure si sono dimostrate controproducenti: incentivare le persone ad andare in vacanza e poi rimproverarle per esserci andate è un atteggiamento schizofrenico. Un po’ come il piano cashless del governo lanciato nei giorni scorsi. Se ritieni di premiare chi spende, devi prevedere che la gente per spendere debba uscire di casa. Ripeto, a costo di essere monotono, che bisogna semplicemente applicare buon senso, senza colpevolizzare alcune categorie. Penso ai ristoratori, che hanno riempito le dispense e dovranno pagare i fornitori e a oggi non sanno se potranno aprire oppure no. A pagare il conto di questo indecisionismo del governo saranno le attività economiche.

Lei ritiene che nell’assegnazione delle zone rosse, arancioni e gialle alle regioni ci siano state ingiustificate disparità di trattamento?

“Non dico questo, anche se abbiamo assistito a situazioni un po’ paradossali, ma una cosa è certa: il metodo della divisione in fasce è stato appesantito dai ritardi burocratici del riconoscimento dei colori, come nel caso dell’Abruzzo. Ora dobbiamo guardare oltre. Auspico che nel governo prevalga il buon senso e che si dia fiducia agli italiani, che hanno dimostrato grande senso di responsabilità nei comportamenti. Bisogna certamente evitare la cosiddetta terza ondata, ma anche scongiurare il collasso della nostra economia già ampiamente provata. Il rischio, concreto, è che molte serrande non riaprano più”.

Vaccino pronto: la Regione Abruzzo lo è?

Vaccino in Europa
via Getty Images

L’Unione Europea sembra pronta ad un piano vaccinale che accomunerà tutti gli Stati membri. La presidente Von der Leyen ha chiesto unità: la Regione Abruzzo è pronta con strutture e personale sanitario?

Siamo pronti. Abbiamo attivato la piattaforma telematica regionale per la raccolta delle manifestazioni di interesse alla vaccinazione anti Covid-19 per le categorie individuate come prioritariamente destinatarie dell’offerta vaccinale che partirà nelle prossime settimane. La registrazione è attualmente riservata, come stabilito dal Ministero, a tutto il personale sanitario operante nelle strutture pubbliche e private accreditate, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai farmacisti, ai veterinari e ai sanitari operanti nelle Rsa e nelle case di riposo, compresi gli ospiti di tali strutture”.

Come muoversi? “L’adesione è libera e volontaria, non è vincolante e va formalizzata entro le ore 18 di stasera, 18 dicembre, ma rimarrà attiva fino al 31 dicembre, con la precisazione, però, che saranno effettuate prioritariamente le vaccinazioni di coloro che avranno manifestato la propria adesione entro il 18. È un’iniziativa messa in campo per poter predisporre al meglio la macchina organizzativa delle vaccinazioni, stabilendo come procedere per assicurare a tutti la copertura e ottimizzando le risorse tecnologiche e logistiche a disposizione. Successivamente, però, lo stesso sistema sarà utilizzato per le altre categorie prioritarie e per tutti i cittadini. Coloro che aderiranno alla vaccinazione riceveranno successivamente dalla propria Asl tutte informazioni sulle caratteristiche del vaccino ai fini della sottoscrizione del Consenso Informato, necessaria prima della somministrazione dello stesso”. 

 

A cura di Valeria Cardillo

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