Messina Denaro, l’esperto in criminologia forense: “Non è lontano da casa”

In seguito ai tredici fermi eseguiti dalla polizia nel Trapanese, emessi dalla Dda, Vincenzo Zurlo, esperto di criminologia forense e autore del libro “Oltre la trattativa – Le verità nascoste sulla morte di Paolo Borsellino tra depistaggi e bugie”, interviene ai microfoni di Inews24.

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Vincenzo Zurlo, esperto di criminologia forense e autore del libro “Oltre la trattativa – Le verità nascoste sulla morte di Paolo Borsellino tra depistaggi e bugie”, interviene ai microfoni di Inews24 per parlare della figura di Matteo Messina Denaro, in seguito ai tredici fermi eseguiti dalla polizia nel Trapanese, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Il cerchio si stringe, ma il numero uno di Cosa Nostra non è ancora stato preso.

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Perché, secondo lei, non si riesce ad arrestare Matteo Messina Denaro?

Matteo Messina Denaro è l’ultimo degli esponenti della vecchia mafia e intorno a sé ha un circuito di protezione importante che lo accudisce e lo protegge. Una volta, la ricerca dei latitanti cominciava dai parenti e dalle frequentazioni assidue, adesso invece non è più così”;

matteo messina denaro

Si dice che si trovi all’estero. Verrebbe quindi protetto anche lì?

Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi. Ma io credo che sia in Sicilia, non lontano da casa. Di certo Messina Denaro non avrebbe il problema di perdere la leadership allontanandosi dal territorio, ma in nessun altro posto al mondo avrebbe la stessa protezione. Certo, è vero che gli stanno facendo terra bruciata intorno, quindi prima o poi ci sveglieremo con la notizia del suo arresto”;

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Come sono cambiate le mafie dagli anni Novanta?

La lotta alla mafia è inversamente proporzionale alla conoscenza della stessa. Oggi è difficile conoscerla. Ha interessi economici fuori dall’Italia, ma lo zoccolo duro resta nei territori. Quando c’è stata la guerra sono stati lasciati a terra circa settecento vittime, tra mafiosi e parenti, giornalisti, forze dell’ordine, preti eccetera. La mafia si vedeva, era per strada, sparava. Oggi invece, si interfaccia con imprenditori, amministratori, in grado di dargli una copertura, ed è questa la sua forza. Invade l’economia legale dello Stato. Penso che Matteo Messina Denaro, quando verrà arrestato, sarà da solo o vicino a un insospettabile. Tutto il circuito che lo protegge è formato da insospettabili, ed anche per questo è difficile arrestarlo”;

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – Facebook

Ma è ancora Matteo Messina Denaro a tenere le redini di Cosa Nostra?

Per carisma è sicuramente il capomafia. Stando agli atti però, dal ’92-’93, la cupola non si è più riunita. Sicuramente c’è un circuito verticistico e nelle ultime indagini è emerso anche qualche tentativo di riorganizzazione. Ma avremmo bisogno di un collaboratore di giustizia come Tommaso Buscetta e di magistrati come Falcone e Borsellino per conoscere la mafia oggi”;

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Che ruolo hanno le mafie in Italia e in Europa a livello economico, anche nel tessuto sociale?

Giovanni Falcone diceva che per conoscere la mafia, dobbiamo studiare gli usi e i costumi del territorio. Le mafie hanno un sistema efficiente, a differenza dello Stato che è ingolfato dalla burocrazia e bloccato nelle sue dinamiche. Oggi, per vincere una gara di appalto “truccate”, le mafie si organizzano e presentano aziende tutte collegate tra loro, anche se hanno provenienze diverse. I mafiosi siedono nei consigli di amministrazione, sono persone istruite. Basta guardare il numero di incensurati o non ancora censurati che vengono colpiti dalle ordinanze dei procuratori antimafia. Nel tessuto sociale infine, ottengono consenso a causa della loro struttura di assistenza sociale, che purtroppo funziona, di fronte a uno Stato che spesso risulta inefficiente. Si è visto durante questa pandemia”;

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Cosa succederebbe alla struttura della mafia se venisse arrestato Matteo Messina Denaro?

Nulla. Non c’è più una cupola che detta la linea da seguire o decide la vita o la morte. Adesso la mafia è imprenditrice. La struttura mafiosa regge anche senza Matteo Messina Denaro. Le famiglie hanno reinvestito nell’economia legale e che il capo ci sia o non ci sia cambia poco”;

Nel suo saggio, pubblicato nel 2017, lei ha definito il processo sulla trattativa Stato-mafia un “processo che poggia su gambe d’argilla”. Perché?

Nel ’91 Falcone, insieme al Ros, consegna un’informativa sulle infiltrazioni della mafia negli appalti. Ci sono importanti testimonianze che dicono che Borsellino è morto per mafia-appalti. Ma che fine ha fatto questo dossier?”.

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