Australia, 22enne uccide il figlio: “Un raptus mentre ero ai videogame”

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Australia, 22enne uccide il figlio: “Un raptus mentre ero ai videogame”. Il ragazzo stava giocando e ha reagito con uno scatto d’ira al pianto del neonato. Aveva mentito alla compagna sulla causa della morte

Polizia Australia
Australia, 22enne uccide il figlio: “Un raptus mentre ero ai videogame” (Foto: Getty)

Uno dei cosiddetti “gamer” si è reso protagonista di un gesto orribile in Australia, uccidendo il figlio neonato mentre era intento a giocare alla PlayStation.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale, Joseph William McDonald, 22 anni, ha confessato alla sua compagna di essere il responsabile solo a distanza di settimane. Inizialmente aveva mentito, parlando di una caduta accidentale del piccolo di soli sette mesi. Venerdì ha ammesso alla Corte Suprema di Victoria, in Australia, di essere responsabile della morte del suo bambino Lucas, avvenuta il 24 ottobre scorso.

Secondo le ricostruzioni effettuate dalla polizia, il ragazzo avrebbe perso la pazienza dopo un pianto del neonato, visto che era intento a giocare ai videogame. A quel punto ha sfogato la sua rabbia sul piccolo, causandone la morte.

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Australia, 22enne uccide il figlio: gesto d’ira mentre giocava ai videogame

Australia omicidio
Australia, 22enne uccide il figlio: “Un raptus mentre ero ai videogame” (Foto: Getty)

McDonald aveva inizialmente negato alla fidanzata di essere il responsabile della morte del neonato. Poi ha deciso di confessarle tutto, mandandole un messaggio sul telefono con scritto: “Sono il peggior padre e peggior partner del mondo”.

La ragazza era in cucina il giorno in cui suo figlio è stato ucciso, mentre Lucas era con suo padre in salotto. Ha sentito il suo bambino piangere e quando ha chiesto a McDonald cosa stesse succedendo, lui ha risposto che lo stava cambiando.

Il giorno dopo, il bimbo ha avuto un mancamento per le percosse ricevute e la coppia ha deciso di portarlo all’ospedale di Benalla (a 200 km da Melbourne). Purtroppo nonostante il trasferimento in un centro specializzato, il piccolo è morto cinque giorni dopo.

Dopo gli accertamenti della polizia è venuto fuori che la testa di Lucas era stata sbattuta con forza contro qualche oggetto, provocando danni irreparabili. Alla fine il 22enne ha confessato tutto, tentando anche di fuggire dalla cittadina di residenza. Ora rischia fino a 20 anni di carcere.

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