5 Stelle, parlamentari scrivono lettera ai vertici per dire no al Mes

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Un gruppo di parlamentari ha scritto una lettera ai vertici dei 5 Stelle per ribadire la propria contrarietà all’utilizzo del mese

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Una lettera per ribadire la propria contrarietà all’utilizzo del Mes.

Questa, la missiva inviata da un gruppo di parlamentari al Movimento 5 Stelle per sottolineare come all’interno della maggioranza di governo non ci sia ancora un accordo sulla risoluzione che il premier dovrà presentare al consiglio europeo. Nella lettera i parlamentari spiegano che “l’unico ulteriore passaggio che i parlamentari del Movimento 5 Stelle avrebbero per bloccare la riforma del Mes sarebbe durante il voto di ratifica nelle due Camere. Riaffermare con maggiore forza e maggiori argomenti, quanto già ottenuto negli ultimi mesi: no alla riforma del Mes. Consci delle diverse posizioni nella maggioranza, che non vogliamo in nessun modo mettere a rischio, chiediamo che nella prossima risoluzione parlamentare venga richiesto che la riforma sia subordinata alla chiusura di tutti gli altri elementi (EDIS e NGEU) delle riforme economico-finanziarie europee in ossequio alla logica di pacchetto, o in subordine, a rinviare quantomeno gli aspetti piu’ critici della riforma del Mes”.

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5 Stelle, Crimi ha indetto una riunione per discutere del Mes

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Il messaggio inviato dalla compagine pentastellata appare dunque chiaro. Non si può tornare indietro o cambiare idea, su uno strumento al quale il Movimento, così come il premier, si è sempre dimostrato contrario. Una situazione che ha costretto il leader del Movimento Vito Crimi a convocare una riunione nella giornata di venerdì per discutere con il gruppo 5 Stelle dell’argomento e che diventa ancora più importante considerato che nemmeno la riunione tenuta all’interno della maggioranza nella giornata di ieri è servita a risolvere l’impasse. Resta però il fatto che il fronte dei 5 Stelle contrario all’utilizzo del Fondo Salva Stati non sembra più disposto a scendere a compromessi. E la tentazione adesso, potrebbe essere quella di presentare una risoluzione andando in minoranza per difendere questa posizione.

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