Cannabis, l’Onu la esclude dalle sostanze dannose: la svolta

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La svolta arriva dalla Commissione droghe delle Nazioni unite, riconoscendo nella Cannabis i benefici medici

Cannabis
via Getty Images

Una vera e propria svolta quella sulla cannabis che è stata esclusa dall’Onu dalla lista delle sostanze dannose. Finalmente è stato riconosciuto il beneficio salutare che questa pianta ha sull’organismo. La votazione si è svolta quest’oggi a Vienna, dagli Stati Membri delle Nazioni Unite nel corso della Commissione droghe delle Nazioni unite nonché l’organo esecutivo per la politica sulle droghe.

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Dei 53 Stati Membri hanno votato quasi all’unanimità per rimuovere la cannabis dalla lista delle sostanze dannose. La votazione ha dato questi risultati: dell’Unione Europea, soltanto l’Ungheria ha votato contro, anche l’Italia si è mostrata favorevole; contro anche le Americhe e la maggior parte degli Stati africani ed asiatici. La mozione è stata approvata con un solo voto a favore in più della metà, 27.

Cannabis rimossa dalla lista delle sostanze dannose: i veri benefici

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Nonostante l’opposizione di quasi la metà dei 53 Stati Membri che hanno dovuto votare, l’esclusione della cannabis dalla lista delle sostanze dannose trarrà tantissimi benefici. Tanto per cominciare faciliterà la ricerca sulla cura di malattie come morbo di Parkinson, della sclerosi, dell’epilessia, del dolore cronico e del cancro. Una svolta non da poco nel campo della medicina, dunque, che potrebbe rivoluzionare un intero sistema ancora troppo buio ed oscuro per la sanità mondiale.

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La cannabis era stata inserita nella lista delle sostanze dannose ben 59 anni fa, nel 1961, quando la materia era ancora poco chiara e troppo sconosciuta per capirne i benefici. Ci sono voluti quasi sessant’anni per convincere una buona parte del mondo affinché la scienza possa usufruire di un’ulteriore materia per la sperimentazione e per trovare – si spera – la cura a malattie finora mortali.

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