Dpcm Natale, oggi incontro governo-regioni: le possibili misure

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Dpcm Natale: conferenza delle regioni in attesa dell’incontro con il governo. Le possibili misure da adottare per questo mese

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Per domani è atteso il confronto tra governo e regioni, ma intanto queste ultima si sono già confrontate in conferenza per le possibili misure da sottoporre a Conte e Speranza. Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha affermato: “Ci siamo interrogati sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che gli italiani vadano in altre nazioni a sciare”. Ci si è confrontati anche sulla possibilità di aprire gli impianti sciistici per i soli ospiti di hotel o proprietari di seconde case.

Il punto focale della discussione con il governo, comunque, sarà sempre quello riguardante il divieto di assembramenti che potrebbe prevedere la chiusura dei confini sulle Alpi.
Dalla conferenza è arrivato anche l’invito al governo ad autorizzare gli spostamenti tra regioni con lo stesso colore. L’intenzione da Palazzo Chigi però sarebbe quella di vietarli dal 20 dicembre al 6 gennaio.

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Dpcm Natale, la situazione degli impianti sciistici

Le regioni Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le province autonome di Bolzano e Trento hanno presentato al Governo una proposta di mediazione per evitare che il settore turistico invernale subisca una mazzata fatale. Essa prevede la possibilità di aprire gli impianti di risalita dello sci in vista di Natale per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Per le regioni è un’idea di “vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche”.

Secondo gli assessori delle suddette regioni e province autonome, se si permette l’acquisto degli skipass solo agli ospiti di alberghi o possessori di una seconda casa “si saprà con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e così potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. E’ una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”. 

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