Morto il primo intervistatore di Maradona: il giornalista “Tito” Biondi

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Morto il primo intervistatore di Maradona: il giornalista  Humberto “Tito” Biondi che aveva 80 anni. A lui si devono le famose parole del “Pibe de Oro” bambino sulla volontà di vincere il Mondiale

Giornalista Maradona
Morto il primo intervistatore di Maradona: il giornalista “Tito” Biondi (foto: Getty)

Il famoso giornalista sportivo argentino, Humberto “Tito” Biondi è morto nella metropoli di Buenos Aires, all’età di 80 anni, a causa della degenerazione di un tumore ai reni.

Nella sua lunga professione, ha avuto il piacere di essere il primo ad intervistare Diego Armando Maradona, quando era ancora un bambino ricco di speranze. A meno di 10 anni si limitava a esibirsi nel gruppo di “Los Cebollitas” dell’Argentinos Juniors; era solo l’inizio degli anni ’70.

In quella occasione, l’immenso e indimenticato campione, scomparso all’età di 60 anni la scorsa settimana, pronunciò le famigerate dichiarazioni: “Il mio sogno è disputare la Coppa del Mondo e vincerla“.

Biondi, con una carriera decennale alle spalle, ha iniziato la sua professione all’interno di Radio El Mundo, nel 1967. Ha prestato servizio in tutte le principali reti televisive argentine degli anni ’70 e ’80: Canale 2, 7, 9, 11 e 13.

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Morto il primo intervistatore di Maradona: il giornalista “Tito” Biondi, aveva 80 anni

Maradona
Morto il primo intervistatore di Maradona: il giornalista “Tito” Biondi (Foto: Getty)

Come giornalista, ha seguito la nazionale argentina in diverse occasioni in Europa. In particolar modo per la ATC (Argentina Televisora ​​Coloration) fu inviato in Italia per i Mondiali del 1990. Da campione del mondo in carica, “l’Albiceleste” replicò il cammino di 4 anni prima in Messico, salvo poi perdere in finale contro la Germania, per un rigore realizzato da Brehme.

Biondi è stato inoltre un famoso inviato per le televisioni in cui ha lavorato per eventi di boxe e motorsport, seguendo gli atleti argentini in ogni parte del mondo.

Dopo aver chiuso la carriera di giornalista, si era dedicato all’insegnamento, diventando  istruttore presso il Collegio dei giornalisti di attività sportive (CPD) di Buenos Aires. Nell’ultimo periodo era stato molto male a causa di un brutto tumore ai reni.

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