Covid, Bassetti: “Prevedo una terza ondata, ma anche quarta e quinta”

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Intervistato da Adnkronos Salute, il direttore della Clinica malattie dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha ipotizzato una terza ondata di Covid

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Covid, l’esperto Bassetti ha ipotizzato una terza ondata (Getty Images)

I numeri relativi al Covid continuano ad essere molto preoccupanti. Si iniziano a vedere i primi risultati del Dpcm emanato dal Governo qualche settimana fa, ma è ancora troppo presto per parlare di emergenza finita. Diverse regioni sono ancora in zona rossa, e stanno aspettando eventuali allentamenti di alcune restrizioni visti i dati in miglioramento.

In attesa del vaccino anti Covid, ci si inizia già a proiettare ai prossimi mesi e agli sviluppi futuri che il virus potrà prendere. Intervistato da Adnkronos Salute, il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti ha fatto una sua previsione su ciò che sarà, ipotizzando una terza ondata “probabilmente inevitabile“.

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Covid, Bassetti: “Dobbiamo convivere col virus, non esserne terrorizzati”

Covid Bassetti
Le parole del direttore della Clinica Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova (Foto: Facebook)

Il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti è stato intervistato da Adnkronos Salute, e ha detto la sua sull’attuale emergenza Covid che sta vivendo l’Italia. L’esperto ha fatto una sua previsione sui mesi che verranno, ipotizzando anche una terza ondata. “Ma anche una quarta e una quinta. Dobbiamo metterci in testa che il virus c’è, dobbiamo conviverci senza esserne terrorizzatile sue parole: “Ora siamo messi molto meglio rispetto ai mesi scorsi. Abbiamo imparato a fare la diagnosi e a riconoscerne i sintomi“.

Adesso siamo in grado di tracciare tutti i contatti di un positivo e di assistere chi ha bisogno di cure nelle strutture ospedaliere. Nel 2021 avremo probabilmente altri focolai e altri picci di Covid” ha concluso Bassetti: “Per questo dico che dobbiamo farci trovare pronti, la sanità non può permettersi di rilassarsi ma anzi deve essere sempre vigile. Gli italiani devono essere fiduciosi, stanno anche per arrivare i vaccini“.

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