Argentina, la First Lady Fabiola Yanez fa causa a Google: il motivo

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Argentina, la First Lady Fabiola Yanez fa causa a Google: il motivo è da ricercare su alcune frasi comparse online dal 12 novembre, anche su Wikipedia

Fabiola Yanez
Argentina, la First Lady Fabiola Yanez fa causa a Google: il motivo (Foto: Facebook)

La first lady argentina, Fabiola Yanez, ha deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti di Google per informazioni offensive diffuse sul proprio conto. La causa, portata avanti dall’avvocato Luis Goldin, è nata a seguito della pubblicazione di frasi “misogine, malevole e diffamatorie”. Il tutto a partire dal 12 novembre nel motore di ricerca più famoso del mondo.

Attraverso un comunicato, è stato spiegato che al fine di preservare i dati che consentono di calcolare il danno causato, i suoi legali hanno chiesto di scaricare e memorizzare tutti i dati associati al nome Fabiola Yanez, a partire dall’11/12/2020.

Hanno anche richiesto che fosse spiegato in modo chiaro e preciso come viene generata questa pubblicazione. Un approfondimento su quanto tempo è stata attiva, quante visualizzazioni, visite e interazioni ha avuto.

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Argentina, la First Lady Fabiola Yanez fa causa a Google: frasi ingiuriose nei suoi confronti

Fabiola Yanez
Argentina, la First Lady Fabiola Yanez fa causa a Google: frasi ingiuriose nei suoi confronti (Foto: Getty)

Per far luce sulla vicenda i legali della First Lady argentina hanno voluto sapere da Google tutte le pubblicazioni relative al nome Fabiola Yanez tra il 26 ottobre e il 15 novembre.

“È importante tenere presente che il motore di ricerca ha 3 miliardi di visite al giorno ed è l’unico a poter tracciare le pagine visualizzate. Solo Google può sapere quante persone hanno visto o interagito con quelle notizie dannose e ingiuriose“.

In conclusione, è stato sottolineato che il fondamento di questa causa consiste nello “stabilire un criterio giurisprudenziale che garantisca la tutela dei diritti e della privacy di tutti gli uomini e le donne argentine“.

Lo scorso agosto, la vicepresidente argentina Cristina Kirchner ha intentato una causa simile contro lo stesso motore di ricerca.

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