Zone rosse, ancora scontro tra Regioni e Governo: “Il dialogo è aperto”

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Non si arresta lo scontro tra Regioni e Governo sulle zone rosse. Per il ministro Roberto Speranza, però, il dialogo resta aperto.

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Tensioni interne tra governatori ed il governo (Foto: Facebook)

Non si arresta il malcontento creato dalle zone rosse, imposte dal Dpcm dello scorso 3 novembre. Infatti, molti governatori si sono schierati contro la zona con maggiori restrizioni, in particolare la Campania di Vincenzo De Luca in rotta di collisioni con lo stesso Governo. Ma nonostante le varie tensioni sui parametri per le tre zone, il ministro della Salute Roberto Speranza ha affermato che il dialogo con le regioni resta ancora aperto.

Inoltre, sempre Speranza ha ricordato che i 21 parametri con cui vengono collocate le regioni indicano l’indice di rischio insieme all’Rt e determinano quali misure attuare sui territori. Per il Ministro della Salute è importante mantenere tutti i parametri, visto che la circolazione del virus, ad oggi, è significativa e quindi la situazione non può essere sottovalutata.

Ad ospitare il ministro nella serata di ieri, ci ha pensato Cartabianca. Infatti durante la trasmissione Speranza ha spiegato che nonostante il virus circoli con velocità, grazie al nuovo Dpcm si è registrata una piccola controtendenza. Infatti stando ai dati l’indice Rt ha iniziato a scendere, raggiungendo il valore 1,4, un centesimo inferiore al limite di rischio (1,5).

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Scontro Regioni-Governo, il ministro Speranza: “Dobbiamo portare Rt sotto ad 1”

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Le dichiarazioni di Speranza a Cartabianca (Foto: Facebook)

Ma le dichiarazioni del Ministro Roberto Speranza durante la trasmissione non si sono fermate qua. Infatti stando al ministro l’obiettivo è portare l’indice Rt al di sotto di 1, in modo tale da diminuire la circolazione del virus. Stando alle parole del Ministro, solamente con una diminuzione dell’Rt, diminuiranno di conseguenza anche gli accessi l pronto soccorso, in area medica e in terapia intensiva. Senza tali misure, per il Governo è difficile piegare la curva.

Ma nonostante i primi risultati prodotti dall’ultimo Dpcm, per le regioni bisognerebbe semplificare i parametri di collocazione nelle tre zone d’emergenza. Inoltre, stando alle regioni, si dovrebbe procedere con un aggiornamento delle indicazioni sull’utilizzo dei test rapidi antigenici e del test di biologia molecolare e alla modifica degli indicatori per il monitoraggio ai fini della classificazione.

Per il ministro Roberto Speranza, però, avere più indicatori significa avere una fotografia più completa, ma soprattutto aiutano a leggere meglio i dati dell’epidemia. Infine il ministro ha ricordato che il dialogo con le regioni resta aperto, mentre le polemiche sono incomprensibili visto la chiarezza dei 21 parametri imposti.

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L.P.

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