Covid-19, Lopalco: “La pandemia sta crescendo, ottimismo ingiustificato” 

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Covid-19, l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco frena gli entusiasmi. Come infatti riferisce l’esperto, non c’è nessun motivo per essere ottimisti al momento. Ecco perché. 

“Ascolto con sconcerto le parole di ottimismo rispetto a un contagio che starebbe rallentando; se continuiamo a ripeterlo, alla fine gli italiani finiranno col crederci”. Si esprime così Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e neo assessore alla Sanità della Puglia, che smorza dunque gli entusiasmi relativi all’indice Rt e a un presunto miglioramento del quadro epidemiologico.

La verità, come evidenzia l’esperto riportato da Adnkronos, è tutt’altra. Ovvero: “Siamo ben lontani dal cantare vittoria”. Pertanto non bisogna illudersi ma agire. Come? “Rafforzando velocemente le misure di prevenzione primaria. Ovvero il distanziamento sociale. Altrimenti andremo a sbattere contro il muro a 300 all’ora. Chilometro più, chilometro meno”.

Covid-19, Lopalco avverte: “La pandemia cresce”

Nel frattempo, se l’Rt si mantiene costante, non è necessariamente una buona notizia se il valore è alto. E Localpo lo spiega con una metafora semplice ma molto, molto efficace: “Questo dato, se vogliamo fare un esempio, ci dice di quanto un’auto stia accelerando. Ovvero di quanto aumenta la velocità ogni secondo. Ora vi chiedo: se una vettura viaggia a 300 chilometri orari e la velocità è costante e non accelera, l’automobilista si fa male o no una volta che sbatte contro un muro?”. 

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Ecco perché non c’è motivo per esultare ma anzi la strada è ancora lunga. Aver fermato la crescita non è sinonimo di buona notizia, se questa si mantiene comunque su vette alte. Nel frattempo: La pandemia procede più spedita dell’influenza considerando i due indici Rt da 1.5 e 1.2, con “la differenza che per la stagione influenzale non servono posti letto e terapie intensive”. Motivo per cui: “Siamo ben lontani dal cantar vittoria”. 

All’orizzonte, piuttosto, c’è una situazione ancora molto più complicata: “La pressione sulle strutture ospedaliere aumenterà nelle prossime settimane. E si stabilizzerà unicamente quando il numero di nuovi ricoveri sarà pari al numeri di dimissioni. La stretta sarà invece allentata quando le dimissioni saranno superiori ai ricoveri”, conclude l’esperto.

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