Tik Tok, gli USA rinviano il bando contro il social network: la decisione

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Tik Tok, gli USA rinviano il bando contro il social network: la decisione presa dal dipartimento del Commercio americano

Bando Usa Tik tok
Tik Tok, gli USA rinviano il bando contro il social network (Foto: Getty)

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha bloccato il divieto del social network  TikTok che doveva entrare in vigore giovedì sera.

L’ordine avrebbe impedito il download dell’app cinese all’interno del territorio USA. 

L’organo governativo ha ritardato il divieto “in attesa di ulteriori sviluppi legali“, citando una sentenza del tribunale di Filadelfia dello scorso settembre. In quel frangente si faceva riferimento infatti a tre importanti “TikTokers” che avevano sostenuto che l’app doveva essere autorizzata all’utilizzo anche in America. I Vip in questione sono l’attore Marland, la guru di moda Rinab e il musicista Chambers.

La decisione per ora dona sollievo ai circa 100 milioni di utenti statunitensi di TikTok. Il social infatti ha segnato un incremento pazzesco negli ultimi mesi, diventando il più seguito da parte dei più giovani.

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Tik Tok, gli USA rinviano il bando contro il social network: la decisione

Tik Tok
Tik Tok, gli USA rinviano il bando contro il social network: la decisione (Foto: Getty)

A settembre, il proprietario cinese di TikTok, ByteDance, ha annunciato un accordo con Walmart e Oracle per spostare le risorse statunitensi del social network in una nuova entità chiamata TikTok Global.

Donald Trump non aveva visto di buon occhio l’accordo. Tuttavia, martedì TikTok ha dichiarato di non aver ricevuto feedback dal governo degli Stati Uniti negli ultimi due mesi.

Il presidente Trump ha dichiarato a più riprese di voler vedere acquistato il famoso social da un’azienda statunitense, per togliere la matrice cinese.

Sia lui che il segretario di Stato Mike Pompeo hanno ripetutamente affermato che i dati degli utenti statunitensi potrebbero essere trasmessi al governo cinese, sebbene non siano state presentate prove che lo dimostrino.

In Asia ovviamente hanno sempre smentito le accuse. L’app è già bandita in India, dopo un battibecco diplomatico con la Cina.

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