Napoli, violazione del protocollo: dopo la sentenza c’è il rischio deferimento

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Napoli, violazione del protocollo: dopo la sentenza c’è il rischio deferimento. La squadra di De Laurentiis non ha accettato la conferma dello 0-3 a tavolino e ricorrerà al Collegio di Garanzia

Napoli deferimento
Napoli, violazione del protocollo: dopo la sentenza c’è il rischio deferimento (Foto: Getty)

La storia legata a Juventus-Napoli rischia di non finire nemmeno dopo la sentenza del giudice sportivo emessa due giorni fa. La conferma dello 0-3 a tavolino e il punto di penalizzazione aggiuntivo, non sono andati giù ai partenopei che hanno immediatamente annunciato il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni. Una mano pesante ingiustificata, secondo il club di De Laurentiis e che non prende in considerazione la buona fede degli azzurri, nel seguire le indicazioni della Asl. Gli azzurri, però, rischiano anche la beffa, visto che oltre alla conferma del risultato negativo ora dovrà difendersi dall’accusa di violazione del protocollo sanitario, con il conseguente rischio di deferimento.

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Napoli, violazione del protocollo: rischio deferimento per violazione del protocollo

De Laurentiis
Napoli, violazione del protocollo: dopo la sentenza c’è il rischio deferimento (Foto: Getty)

Totalmente diverso il punto di vista confermato dal giudice sportivo. Nel comportamento del Napoli sarebbe infatti stata ravveduta una “scelta preordinata e di slealtà sportiva”, nel non disputare la gara contro la Juventus. Secondo quanto riferito da Repubblica, ora la procura dovrà stabilire se aprire un procedimento disciplinare anche per questo aspetto (piuttosto grave visto che si parla di slealtà) oppure limitarsi, si fa per dire, alla violazione del protocollo sanitario, già contestata.

Dal canto suo, il club partenopeo andrà avanti con la propria battaglia e il primo ricorso al Collegio di Garanzia verrà discusso a metà dicembre. De Laurentiis è convinto di aver subito un’ingiustizia e proseguirà nella sua battaglia fino all’ultimo grado di giustizia. La storia è ancora lunga.

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