Covid, medici ospedalieri: “Serve lockdown di 6-8 settimane”

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Covid, il presidente del sindacato dei medici ospedalieri ha chiesto un lockdown subito di almeno 6-8 settimane

Covid lockdown
Covid, i medici ospedalieri chiedono un lockdown di 6-8 settimane (Getty Images)

L’emergenza Covid in Italia si fa sempre più preoccupante. A causa dei numeri in costante crescita, il governo ha da poco emanato un nuovo Dpcm che divide l’Italia in zona gialla, arancione e rossa. Nel corso delle prossime ore, alcune regioni potrebbero passare ad altre aree, con misure ancor più stringenti di quelle già in vigore.

Il principale problema riguarda la situazione negli ospedali, con i posti letto che diventano sempre meno. A tal proposito, il presidente del sindacato dei medici ospedalieri Carlo Palermo – intervistato dall’AGI – ha lanciato l’allarme.Serve un lockdown immediatamente, di almeno 6-8 settimane. È l’unica soluzione per far fronte ai dati preoccupanti di contagi e morti nelle varie regionile sue parole: “Siamo già in ritardo, quando il governo chiuse tutto a marzo stavamo meglio di adesso. Se si continua così, torneremo alla medicina di guerra dove bisogna fare selezione tra i pazienti“.

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Covid, in Abruzzo possibili altre chiusure

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Intanto, in Abruzzo si procede verso nuove restrizioni (Foto: Getty)

Il presidente del sindacato dei medici ospedalieri Carlo Palermo è stato chiaro: serve un nuovo lockdown subito, di almeno 6-8 settimane. L’emergenza Covid si sta facendo sempre più preoccupante, tanto che alcune regioni stanno pensando di attuare misure più restrittive in attesa di mosse da parte del governo. È il caso dell’Abruzzo, inserito in zona gialla ma che sta vivendo una situazione non semplice dovuta al costante aumento dei positivi.

Nelle prossime ore, il Comitato regionale emergenza-urgenza chiederà al governatore Marco Marsilio ulteriori restrizioni. In particolare, verrà richiesta maggior attenzione per le province di Teramo e L’Aquila. Tra le varie proposte, la chiusura di esercizi commerciali non indispensabili e nuovi limiti tra comuni e province.

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