Covid-19, Viminale: “Possibile chiudere le piazze prima delle 21”

Covid-19, il Viminale ha inviato una nota ai prefetti in cui ha chiarito che esiste la possibilità di chiudere le piazze anche prima delle ore 21. 

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In una nota inviata ai Prefetti, il Viminale ha specificato che esiste la possibilità di chiudere le piazze pubbliche anche prima delle ore 21. Nella nota viene infatti scritto che “la possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possano creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21.00, viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. 

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Viminale, le raccomandazioni per la zona gialla e arancione

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Delle raccomandazioni arrivano anche per quanto riguarda la zona gialla, classificata come l’area meno critica dopo quella verde: “Una forte raccomandazione a tutte le persone fisiche, per la restante parte della giornata, a non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motive di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Trattandosi di una raccomandazione, eventuali spostamenti per altre cause, non dovranno comunque essere giustificati con autodichiarazione, né saranno passibili di sanzione”. Nelle zone arancioni invece, il Viminale raccomanda di limitare gli spostamenti al minimo indispensabile ricordando come “le restrizioni alla mobilità in area arancione comportano, innanzitutto, un generale divieto di spostamento, in entrata e in uscita, da quei territori regionali, in ogni fascia oraria della giornata, salvo i casi in cui non ricorrano cause giustificative dovute a esigenze di lavoro, salute o altra necessità. A cui si aggiunge l’esigenza di assicurare le attività didattiche e formative in presenza, nei limiti in cui esse sono consentite”.

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