Coronavirus, Giappone: governo preoccupato per rapido aumento dei casi

In Giappone, il governo è preoccupato per il rapido aumento dei casi negli ultimi giorni e assicura che farà il possibile per tenere sotto controllo la situazione. 

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In Giappone, l’arrivo dell’inverno potrebbe portare a una progressivo aumento del numero di contagi da coronavirus. Questa al momento è una delle preoccupazioni del premier Yoshihide Suga che ha spiegato nel corso di un’audizione parlamentare che “dobbiamo osservare la situazione sotto un’altra ottica e con estrema cautela rispetto alla stagione precedente”. D’altronde nella giornata di ieri si sono superati, per la prima volta dal mese di Agosto, la quota dei mille casi giornalieri. E nuovi focolai sono stati individuati e segnalati in alcune regioni a Nord del paese. La situazione nella nazione va monitorata con estrema attenzione per impedire che la curva dei contagi possa sfuggire al controllo degli esperti. Katsunobu Kato, capo di gabinetti dell’esecutivo giapponese, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che il suo governo “non risparmierà alcuno sforzo per ridurre l’espansione del virus, lavorando con le autorità locali per coordinare un ulteriore aumento dei test nelle regioni maggiormente a rischio”

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Coronavirus, Speranza attacca le Regioni: “Serve unità”

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Intanto, sembra ormai chiaro nel nostro paese che molte regioni non hanno accolto bene il Dpcm firmato dal governo che ha sostanzialmente istituito nelle zone più a rischio del paese dei nuovi lockdown. E le proteste arrivano anche per ragioni opposte. Se la Calabria ad esempio di non comprendere cui si è deciso di etichettare come zona rossa, la Campania lamenta invece il contrario, ovvero la classificazione come zona gialla e non a rischio. Una situazione non facile per l’esecutivo, che dovrà condurre un’attenta opera di mediazione con i governatori. Per il Ministro Roberto Speranza però “le Regioni alimentano i dati con cui la cabina di regia effettua il monitoraggio dal mese di maggio. Nella cabina di regia ci sono tre rappresentanti indicati dalle varie realtà regionali. Non è possibile scaricare la responsabilità sugli altri senza prendere atto della gravità sui propri territori. Serve unità e coesione. Non polemiche inutili“.

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