Covid, La Vecchia: “Migliora l’Rt, resta critica la pressione negli ospedali”

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Il Covid preoccupa ancora l’Italia, con La Vecchia che ricorda la criticità per la pressione negli ospedali di fronte ad un migliore Rt.

Covid Vecchia
Le parole del docente Carlo La Vecchia sulla situazione pandemica (Getty Images)

Continua a preoccupare la pandemia da Covid-19 in Italia, nonostante un miglioramento del tasso Rt riportato dal professore di statistica Carlo La Vecchia. Infatti il Paese è in preda alla seconda ondata di pandemia, che sta risultando addirittura più aggressiva della prima. Ad oggi c’è il via sul nuovo Dpcm, che ha come obiettivo proprio quello di ridurre i contagi nel paese, per permettere agli ospedali di respirare. Infatti al momento la criticità è dettata proprio dalla pressione negli ospedali.

Sulla situazione Covid italiana è tornato a parlare Carlo La Vecchia, professore di statistica all’Università di Milano. Infatti il professore ha difeso la divisione dell’Italia dettata dal nuovo Dpcm, ricordando che si tratta della combinazione di 21 parametri. Ma non solo, La Vecchia ha ricordato come la decisione sia stata presa su dati che vengono aggiornati settimanalmente. Infatti per il professore guardare i dati giornalieri non serve a notare l’andamento della pandemia, per questo sono più utili quelli della settimana.

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Covid, La Vecchia afferma: “Il nuovo Dpcm fotografa la realtà”

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Le parole del professore all’Università di Milano (via Getty Images)

Il professore Carlo La Vecchia ha deciso di difendere pubblicamente il nuovo Dpcm, ricordando che il famoso Rt si è fortunatamente abbassato. Infatti il docente ha parlato di livellamento del tasso di contagio, tanto che crescono di meno le terapie intensive con la soglia di allarme che si allontana sempre di più. Per La Vecchia bisogna trovare una soluzione per tutti quei ricoveri intermedi, che al momento occupano posti letto negli ospedali.

Inoltre il docente all’Università di Milano ha dato merito a questo abbassamento dell’Rt non solo ai Dpcm, ma anche alla maggiore sensibilizzazione sociale. Per quanto riguarda i 21 parametri, La Vecchia ha ribadito che molti restano vaghi e sottoposti a libera interpretazione come ad esempio: mappatura dei sintomatici, tempo che intercorre tra inizio dei sintomi e diagosi e numero delle figure dedicate. Vedremo nelle prossime settimane, se il nuovo Dpcm darà gli effetti sperati o se ci sarà solamente una stabilizzazione dei dati.

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L.P.

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